Morto in ospedale il professore Addeo, finì nella bufera per un post contro la figlia di Meloni
LA TRAGEDIA
9 giugno 2026
LA TRAGEDIA

Morto in ospedale il professore Addeo, finì nella bufera per un post contro la figlia di Meloni

Salvatore Addeo insegnava in una scuola di Marigliano, era ricoverato all'ospedale del Mare di Napoli
Andrea Ripa

È morto all’ospedale del Mare di Napoli Stefano Addeo, il professore di 66 anni che nel giugno del 2025 era finito al centro di una bufera mediatica e politica per un post pubblicato sui social in cui augurava la morte alla figlia della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.Il decesso è avvenuto nelle scorse ore a causa di un arresto cardiaco.

Addeo era ricoverato nel reparto di terapia intensiva dallo scorso 10 maggio, quando aveva tentato il suicidio lanciandosi da una finestra della propria abitazione. Soccorso immediatamente, era stato trasferito in ospedale cosciente e inizialmente non in pericolo di vita, ma le sue condizioni si sono progressivamente aggravate fino al decesso.

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I carabinieri hanno informato l’autorità giudiziaria, mentre la salma è stata già restituita ai familiari. La vicenda che lo rese noto all’opinione pubblica risale a un anno fa. Addeo, docente di Tedesco in un istituto superiore della provincia di Napoli, pubblicò sui social un messaggio in cui augurava alla figlia della premier di fare la stessa fine di Martina Carbonaro, la 14enne di Afragola uccisa dall’ex fidanzato. Un post che provocò immediate reazioni di sdegno e che portò alla sua sospensione dall’insegnamento.

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Travolto dalle polemiche, il professore chiese successivamente scusa pubblicamente. «È stato un gesto stupido, scritto d’impulso. Chiedo scusa per il contenuto del post: non si augura mai la morte, soprattutto a una bambina», dichiarò, ribadendo però di non rinnegare le proprie idee politiche e manifestando il desiderio di incontrare personalmente la presidente del Consiglio per porgerle le sue scuse.

Pochi giorni dopo l’esplosione del caso, Addeo tentò una prima volta di togliersi la vita ingerendo un mix di farmaci. Fu lui stesso ad allertare indirettamente i soccorsi contattando la dirigente scolastica, consentendo l’intervento tempestivo di carabinieri e personale sanitario che riuscirono a salvarlo. La sua morte chiude una vicenda che per mesi ha alimentato il dibattito pubblico tra responsabilità individuale, conseguenze dell’odio online e peso dell’esposizione mediatica.