Martusciello: "La politica faccia muro contro l'infiltrazione dei clan"
“Domani avremo la prima riunione tra i segretari regionali del centrodestra per organizzarci in vista delle elezioni amministrative di primavera.…
Fulvio Martusciello, coordinatore regionale di Forza Italia analizza il voto nei Comuni al ballottaggio.
I dati di questo ballottaggio delineano un quadro politico ben preciso per la Campania. Qual è il suo bilancio complessivo sullo stato di salute di Forza Italia nella regione all’indomani del voto?
«Chi esce rafforzata da questa tornata amministrativa è Forza Italia. Cresciamo nei territori, consolidiamo la nostra presenza nelle aree interne, otteniamo risultati significativi in molti comuni del Casertano e confermiamo la forza di un partito che in provincia di Salerno è ormai protagonista della vita politica e amministrativa. Oggi Forza Italia rappresenta il punto di riferimento dell’area moderata campana. Queste elezioni ci consegnano però anche una lezione politica molto chiara: il centrodestra vince quando sceglie in anticipo e quando sceglie in accordo. Dove siamo riusciti a costruire un percorso condiviso abbiamo ottenuto risultati importanti. Dove questo non è accaduto abbiamo favorito gli avversari».
Martusciello: "La politica faccia muro contro l'infiltrazione dei clan"
“Domani avremo la prima riunione tra i segretari regionali del centrodestra per organizzarci in vista delle elezioni amministrative di primavera.…
In alcuni comuni chiave della Campania si è assistito a sfide molto combattute. Quali sono i territori in cui Forza Italia ha risposto meglio e dove, invece, ritiene che il centrodestra debba aprire una riflessione interna?
«I risultati più significativi arrivano dalla provincia di Salerno, con vittorie importanti come quella di Cava de’ Tirreni. Segnali molto positivi arrivano anche dal Casertano e dalle aree interne. Rivendichiamo inoltre il risultato di Ottaviano, dove Forza Italia ha espresso una presenza politica determinante. In provincia di Napoli dobbiamo invece svolgere una riflessione seria. In alcune aree si è sentito forte il vento delle regionali e lo abbiamo pagato in modo sproporzionato. Ma le sconfitte servono a migliorare. Dobbiamo lavorare ancora di più sulla costruzione preventiva delle coalizioni e sulla valorizzazione della migliore classe dirigente».
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Cosa pensa dei casi di Pompei e Sorrento?
«Li considero due risultati di grande valore politico. A Pompei e Sorrento è stata smentita l’idea che il campo largo sia imbattibile. Gli elettori hanno scelto proposte alternative alla sinistra e hanno premiato candidature credibili e radicate. Pompei e Sorrento dimostrano che quando il centrodestra e l’area moderata sostengono per tempo un progetto riconoscibile, il campo largo non è autosufficiente. Sono risultati che si aggiungono a quelli di Terzigno e Ottaviano e che confermano come esista uno spazio ampio per una proposta moderata e di buongoverno».
Tradizionalmente i ballottaggi registrano un calo dell’affluenza alle urne. Quanto ha inciso l’astensionismo in questa tornata campana e come pensa che i partiti, in particolare Forza Italia, debbano muoversi per ricucire il rapporto con l’elettorato disilluso?
«L’astensionismo è probabilmente il dato più significativo di questa tornata. Quando tanti cittadini decidono di non votare significa che esiste una crisi di fiducia verso la politica. Per recuperare quel rapporto servono credibilità, ascolto e presenza costante sui territori. Le persone chiedono sicurezza, sanità efficiente, infrastrutture, opportunità di lavoro e servizi migliori. Forza Italia deve continuare a essere il partito della concretezza e delle soluzioni. È così che si riconquista la fiducia di chi oggi guarda alla politica con distanza».
Il risultato di queste amministrative e dei ballottaggi viene spesso letto come un termometro in vista delle prossime elezioni politiche. In che modo l’esito dell’8 giugno incide sugli equilibri politici e sul confronto tra centrodestra e centrosinistra?
«Sarebbe sbagliato sovrapporre automaticamente il voto amministrativo a quello politico. Tuttavia alcune indicazioni sono molto chiare. La prima è che il centrodestra è competitivo quando riesce a presentarsi unito. La seconda è che il campo largo può essere battuto, come dimostrano chiaramente i risultati di Pompei e Sorrento. La terza è che Forza Italia continua a rafforzare il proprio ruolo all’interno della coalizione e a rappresentare il punto di riferimento dell’elettorato moderato. Le prossime elezioni politiche si vinceranno parlando di crescita, sicurezza, sviluppo e lavoro, non attraverso formule costruite a tavolino».
A livello nazionale, Forza Italia sta portando avanti un percorso di rinnovamento e posizionamento al centro. Come si declina questa linea politica in Campania, una terra storicamente complessa e decisiva per le sorti del partito?
«In Campania il centro non è una collocazione geografica ma una cultura di governo. Significa responsabilità, competenza e capacità di dare risposte concrete. La linea indicata da Antonio Tajani trova qui una naturale applicazione perché questa regione ha bisogno di riformismo, investimenti, infrastrutture e lavoro. Forza Italia vuole continuare a essere il punto di riferimento di chi crede in una politica seria, europeista, liberale e popolare. Le amministrative ci dicono che esiste uno spazio enorme per una proposta moderata e di governo. Tocca a noi riempirlo con serietà, competenza e una classe dirigente all’altezza delle sfide che attendono la Campania».