Il latitante tradito dal viaggio dei parenti, stanato in Spagna il ras Pietro Izzo
Lo hanno tradito i movimenti dei familiari, pronti a raggiungerlo in Spagna durante la sua latitanza. È così che la…
È rientrato oggi in Italia Antonio Gala, inserito nell’elenco dei latitanti più pericolosi e considerato dagli investigatori una figura chiave nei traffici internazionali di droga tra Spagna e Italia. L’uomo è atterrato nel pomeriggio all’aeroporto di Fiumicino, scortato dagli agenti del Fast Italia e dell’unità Ican del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia (Scip), dopo l’arresto avvenuto il 30 marzo scorso a Marbella, in Spagna. La sua cattura mette fine a una lunga latitanza iniziata nel 2023, quando si era reso irreperibile nell’ambito di un’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli.
La condanna a 18 anni
Nel 2024 Gala è stato condannato a 18 anni di reclusione per narcotraffico aggravato dal metodo mafioso. Secondo gli inquirenti avrebbe promosso e gestito un’organizzazione dedita all’importazione, alla detenzione e alla distribuzione di ingenti quantitativi di cocaina e hashish destinati al mercato italiano.Parallelamente risultava coinvolto anche nell’operazione “Fei Chien”, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo della Procura di Roma e condotta dal Gico della Guardia di Finanza, un’inchiesta che ha acceso i riflettori su un vasto sistema di traffico di stupefacenti e riciclaggio internazionale di denaro con destinazione finale la Cina.
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Il broker della droga tra Spagna e Italia
Le indagini hanno ricostruito il ruolo centrale svolto da Gala dopo il trasferimento a Marbella. Dalla località della Costa del Sol avrebbe continuato a dirigere le attività del gruppo criminale, organizzando i trasporti di droga e coordinando la logistica necessaria all’approvvigionamento di hashish e cocaina.Determinante è stato il materiale acquisito attraverso le chat criptate della piattaforma Sky-Ecc, utilizzata da numerose organizzazioni criminali internazionali. Nelle conversazioni intercettate Gala si definiva apertamente “latitante” e, secondo gli investigatori, seguiva ogni fase dell’importazione dello stupefacente lungo l’asse Spagna-Italia, fino alla consegna ai clienti finali.
La cattura a Marbella
La localizzazione e il successivo arresto sono stati possibili grazie alla collaborazione internazionale tra il Fast Italia, il corrispondente Fast spagnolo e l’unità I-Can (Interpol Cooperation Against Ndrangheta), impegnata nel contrasto alle organizzazioni criminali transnazionali.Lo scambio costante di informazioni tra le autorità italiane e spagnole ha consentito di individuare il rifugio del latitante nella città andalusa e di procedere al suo arresto.
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Il ritorno in Italia
Con il trasferimento avvenuto oggi si chiude una delle più rilevanti operazioni di cooperazione internazionale degli ultimi mesi. Il Dipartimento della Pubblica Sicurezza ha sottolineato come il risultato confermi l’efficacia del sistema di coordinamento garantito dallo Scip e dalle reti operative Enfast e I-Can nel rintracciare e riportare in Italia soggetti ricercati per gravi reati di criminalità organizzata.Per quanto riguarda il procedimento romano legato all’operazione “Fei Chien”, Antonio Gala resta indagato e, fino a eventuale sentenza definitiva, vale il principio della presunzione di innocenza.