Ucciso e sciolto nell'acido, processo con l'aggravante mafiosa per gli assassini di Giulio Giaccio
Venticinque anni dopo l’omicidio di Giulio Giaccio, arriva una svolta giudiziaria destinata a riaccendere la speranza di una verità piena.…
Alberto Stasi lascia definitivamente il carcere. Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha accolto l’istanza presentata dai suoi legali, concedendogli la misura alternativa dell’affidamento in prova ai servizi sociali. Una decisione che segna una svolta radicale nel percorso detentivo dell’uomo, condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione per l’omicidio della fidanzata Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007.
La precedente decisione
Stasi si trovava già da tempo in regime di semilibertà, uscendo dal penitenziario di Bollate durante le ore diurne per svolgere attività lavorative, per poi farvi rientro la sera. Con il nuovo provvedimento, il debito con la giustizia verrà espiato interamente fuori dalle mura carcerarie, sotto lo stretto monitoraggio degli assistenti sociali e delle forze dell’ordine.
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Il parere favorevole e l’udienza “blindata”
La decisione è maturata al termine di un’udienza svoltasi nel pomeriggio di oggi in un clima di massima riservatezza e segretezza. Sulla richiesta della difesa era già arrivato il parere favorevole della Procura Generale, elemento che ha spianato la strada al verdetto dei giudici della Sorveglianza.I magistrati, dopo una camera di consiglio blindata, si sono presi il tempo tecnico per la stesura del provvedimento (la cosiddetta riserva) e l’ordinanza ufficiale con le prescrizioni dettagliate a cui Stasi dovrà attenersi verrà depositata entro i prossimi cinque giorni.
Due binari distinti: l’affidamento e la richiesta di revisione
Il Tribunale ha tenuto a precisare che la concessione dell’affidamento in prova è legata esclusivamente alla condotta carceraria e ai requisiti di legge già maturati da Stasi, e non ha alcun legame con le vicende strettamente processuali. I legali di Stasi, infatti, si muovono su un binario parallelo e del tutto indipendente:La difesa ha già annunciato che presenterà a breve un’istanza per chiedere la revisione del processo, nel tentativo di ribaltare la sentenza di condanna e dimostrare l’innocenza del proprio assistito attraverso nuovi elementi probatori.
Che cos’è l’affidamento in prova
L’affidamento in prova ai servizi sociali rappresenta la misura alternativa al carcere più ampia prevista dall’ordinamento italiano. Stasi non dovrà più rientrare in cella la notte, ma sarà sottoposto a una serie di rigidi obblighi: divieto di frequentare determinati luoghi o persone, orari precisi per il rientro a casa la sera, restrizioni nei movimenti e l’obbligo di proseguire l’attività lavorativa o di utilità sociale. Qualsiasi violazione di queste prescrizioni potrebbe costargli l’immediata revoca del beneficio e il conseguente ritorno dietro le sbarre.