Torre del Greco, corto circuito sulle antenne: al M5S non arriva il «segnale» del sindaco
POLITICA
12 giugno 2026
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Torre del Greco, corto circuito sulle antenne: al M5S non arriva il «segnale» del sindaco

Il grillino «cade dalle nubi» sull'ordine del giorno del Pd. Ma in aula non ride nessuno
Alberto Dortucci

Torre del Greco. La «crociata ambientale» promossa dal Pd per provare a frenare le onde elettromagnetiche delle antenne 5G all’ombra del Vesuvio spacca (a sorpresa) la squadra di governo cittadino guidata da Luigi Mennella.

È successo in occasione della seduta del consiglio comunale convocata alla vigilia dell’inizio della festa dei Quattro Altari, a cui la minoranza di palazzo Baronale – a partire dall’ex sindaco Ciro Borriello fino all’aspirante leader Luigi Caldarola – ha deciso di non prendere parte.

Uno scenario «ideale» per qualsiasi compagine politica, ma – evidentemente- non per la coalizione «giallorossa» uscita vincitrice dalle elezioni del 2023, pronta a confermare la teoria secondo cui la «peggiore» opposizione a Luigi Mennella & co. si annidi proprio tra gli scranni della maggioranza.

E a finire (nuovamente) al centro della bufera tocca al capogruppo grillino Mirko Gallo, arrivato a contestare pubblicamente il «modus operandi» degli alleati come mai neanche i rappresentanti della minoranza erano riusciti a fare.

L’ordine del giorno 

La riunione era filata per una ventina di minuti abbondanti come chiunque si aspetterebbe possa andare avanti una seduta senza contraddittorio: approvazione «autocelebrativa» dell’adesione-bis alla rottamazione delle cartelle, approvazione in tempi record della «solita» sfilza di debiti fuori bilancio.

Il corto circuito è arrivato al momento della discussione dell’ordine del giorno last minute firmato dall’esponente dem Salvatore Romano – in accordo con larga parte degli alleati – a sbarcato in aula con sole 24 ore di anticipo rispetto alla data di convocazione della seduta.

D’altronde, l’argomento presentava una certa «urgenza» e importanza perchè il documento puntava a impegnare l’amministrazione comunale a disciplinare – attraverso un apposito regolamento – l’indiscriminato «sbarco» di antenne 5G sul territorio, con tutti i potenziali rischi per la salute legato all’aumento senza limiti di onde elettromagnetiche.

Il corto circuito

Un’iniziativa, dunque, finalizzata alla tutela della salute pubblica e dell’ambiente eppure capace di regalare un inaspettato colpo di scena in una sala gremita da soli esponenti di maggioranza.

Perché dopo gli stucchevoli salamelecchi del capogruppo del Pd Vittorio Guarino – passato da anima critica della coalizione e docile agnellino di Luigi Mennella dopo la nomina del «suo» assessore Virginia Palomba – e della nuova «donna di scienza», secondo l’autodefinizione della chinesiologa Valentina Ascione, a prendere la parola è stato il capogruppo dei pentastellati Mirko Gallo.

Il fratello d’arte – peraltro cognato acquisito del sindaco – prima ha sottolineato la delicatezza del tema per poi esprimere in maniera cruda e diretta i propri dubbi sulla tempistica dell’ordine del giorno e sul «modus operandi» degli alleati: «Sinceramente, non ero al corrente dell’iniziativa. Sull’argomento avremmo dovuto spendere più tempo sulle eventuali criticità: avrei avuto piacere di confrontarmi prima con la maggioranza e la stessa opposizione – l’affondo del grillino – La prassi per arrivare alla presentazione di un ordine del giorno non mi convince, pertanto mi astengo».

L’affondo del sindaco

Parole capaci di scatenare la piccata replica del capo dell’assise Gaetano Frulio – non nuovo a velenosi «dissing» sul comportamento politico degli esponenti locali del M5S – e dello stesso sindaco Luigi Mennella: «Mai avrei immaginato di intervenire su un argomento del genere – la premessa del primo cittadino – Mi spiace che queste esternazioni arrivino da un esponente del M5S, movimento sempre in prima linea sul fronte ambientale, peraltro rappresentato con specifica delega in giunta dall’assessore Laura Vitiello che pure ora apprendo non era a conoscenza dell’ordine del giorno. Certe doglianze dovrebbero essere discusse prima, non in pubblico».

Insomma, una scenetta degna del celebre «Cado dalle nubi» di Checco Zalone. Solo che in consiglio comunale non ha riso nessuno, nonostante l’ordine del giorno sia poi stato approvato con 14 voti favorevoli e la sola astensione del grillino Mirko Gallo.

A cui, evidentemente, il «segnale» del sindaco non è ancora arrivato dopo 3 anni.

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