Gragnano| Ordini dal carcere e traffico di droga: condannato il narcos Rossano Apicella
CAMORRA
13 giugno 2026
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Gragnano| Ordini dal carcere e traffico di droga: condannato il narcos Rossano Apicella

Diventa definitiva la condanna inflitta Rossano Apicella Via al processo in corte d’ Appello alla moglie e ai figli
Michele De Feo

Sedici anni e 7 mesi di carcere. Si chiude così, almeno per Rossano Apicella, il capitolo giudiziario nato dalla maxi inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Napoli che ha scoperchiato una parte del sistema di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti attivo tra Gragnano e l’area dei Monti Lattari. Il narcos gragnanese, considerato il promotore e organizzatore (anche dal carcere) del gruppo criminale, ha infatti visto passare in giudicato la condanna pronunciata in primo grado dal gup del Tribunale di Napoli Nicoletta Campanaro. Apicella ha inoltre beneficiato dello sconto di un sesto della pena (la condanna era a 20 anni) previsto dalla normativa introdotta dalla riforma Cartabia. Se per il boss della droga la partita processuale può dirsi definitivamente conclusa, per tutti gli altri imputati si è invece aperto un nuovo fronte giudiziario.

Spaccio a Gragnano. Scarcerata la moglie del ras Apicella

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La scorsa settimana, davanti alla Corte d’Appello di Napoli, ha preso il via il processo di secondo grado nato dai ricorsi presentati dai condannati contro la sentenza emessa al termine del rito abbreviato. Una sentenza pesantissima quella pronunciata dal gup, che aveva inflitto complessivamente oltre ottant’anni di reclusione ai componenti dell’organizzazione accusata di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Dopo Rossano Apicella, la pena più alta era stata inflitta alla moglie Rosaria Vitiello, condannata a 14 anni di carcere.

Gragnano, arrestata la moglie del narcos Rossano Apicella

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In appello sono finite anche le posizioni dei figli della coppia. Gaetano Apicella era stato condannato a 7 anni e 10 mesi, Dario Apicella a 7 anni mentre Maurizio Apicella, già detenuto per l’omicidio del diciassettenne Nicholas Di Martino e condannato in via definitiva a 18 anni per quel delitto, aveva incassato una pena di un anno e otto mesi. Davanti ai giudici del secondo grado sono approdate anche le posizioni di Salvatore Volgare, condannato a 7 anni e 2 mesi, Vincenzo Donnarumma, 7 anni e 8 mesi, Marcello Cimmino, 4 anni e 6 mesi, e dell’imprenditore Domenico Mascolo, ritenuto dagli inquirenti un insospettabile punto di riferimento logistico dell’organizzazione e condannato a 5 anni di reclusione. L’uomo infatti avrebbe custodito per conto dell’organizzazione dei carichi di marijuana.

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Ventitré anni per Rossano Apicella, 14 anni per sua moglie, Rosaria Vitiello, 15 anni in totale per i figli Gaetano…

La sentenza di primo grado aveva accolto integralmente la ricostruzione della Direzione distrettuale antimafia, rappresentata in aula dal sostituto procuratore Giuseppe Cimmarotta (ora procuratore aggiunto presso il tribunale di Nola). Secondo l’accusa, il gruppo coordinato da Rossano Apicella avrebbe avuto a disposizione quantitativi ingenti di cocaina, hashish e soprattutto della cosiddetta marijuana “paesana” dei Lattari, considerata dagli investigatori una delle più richieste sul mercato della droga dell’area stabiese e dell’intera Campania.

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Cocaina, hashish e soprattuto marijuana, quella «paesana» dei Lattari, prodotto di una qualità altissima e tra il più richiesto sul…

Un’organizzazione ritenuta stabile e perfettamente strutturata, con ruoli precisi e una rigida divisione dei compiti. Le indagini, durate circa otto anni e concentrate su un arco temporale compreso tra il 2016 e il 2024, avevano consentito ai carabinieri e alla Dda di ricostruire il funzionamento delle principali piazze di spaccio della città della pasta. Sotto la lente degli investigatori erano finite piazza Trivione, piazzetta Nassiriya, l’abitazione della famiglia Apicella in via Volte e diversi immobili utilizzati, secondo l’accusa, come depositi della droga destinata a rifornire quotidianamente le piazze di spaccio.

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I due provvedimenti firmato dal ministro Nordio si fondano su una corposa relazione firmata dal pm della Dda Giuseppe Cimmarotta.…

Secondo la procura antimafia, il gruppo avrebbe conquistato nel tempo una posizione dominante nel mercato locale degli stupefacenti, riuscendo ad attirare consumatori provenienti non solo da Gragnano ma anche dai comuni limitrofi. Soprattutto grazie alla caratura criminale di Apicella e ai suoi rapporti con il clan D’Alessandro e Di Martino. Una ricostruzione che aveva convinto il gup a condannare tutti gli imputati. Adesso sarà la Corte d’Appello di Napoli a riesaminare il fascicolo e a valutare le richieste avanzate dal collegio difensivo rappresentato dagli avvocati Francesca D’Annunzio, Giuliano Sorrentino, Francesco Romano, Alfonso Piscino.