Brucia un deposito nell'ospedale di Sorrento, terrore tra i pazienti
Il fumo che invade i corridoi, le barelle spinte all'esterno del pronto soccorso, il timore che da un momento all'altro…
L’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Campania (Arpac) ha attivato le procedure d’emergenza per valutare l’impatto ambientale del rogo divampato la scorsa notte a Marigliano, nel napoletano. L’incendio ha interessato l’area industriale di via Masseriola del Bosco, spingendo la Prefettura di Napoli a convocare il Centro Coordinamento Soccorsi, a cui l’Arpac partecipa attivamente.
Rogor estinto, bruciate casse in plastica e legno
I tecnici del dipartimento Arpac di Napoli sono intervenuti sul posto nella mattinata di oggi, sabato 13 giugno 2026, per un primo e cruciale sopralluogo. Al momento del loro arrivo, le fiamme erano già state completamente domate grazie al tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco, che hanno lavorato tutta la notte per mettere in sicurezza l’intera area. Dai primi rilievi visivi effettuati sul materiale andato distrutto, la combustione ha riguardato in prevalenza ingenti quantitativi di casse in plastica e in legno, comunemente utilizzate per lo stoccaggio e il trasporto di prodotti agroalimentari.
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Caccia ai veleni nell’aria: installati i campionatori
La natura dei materiali bruciati, in particolare la plastica, ha reso indispensabile l’avvio immediato di indagini approfondite sulla qualità dell’aria per scongiurare rischi per la salute pubblica nei comuni limitrofi. Nella stessa mattinata, i tecnici hanno provveduto a installare e attivare un campionatore ad alto volume nelle immediate vicinanze del luogo del rogo. Questa strumentazione consentirà di monitorare e quantificare l’eventuale presenza nell’atmosfera di sostanze altamente tossiche aerodisperse, tra cui diossine, furani e policlorobifenili (PCB) diossina-simili.
La procedura
I filtri del campionatore verranno successivamente trasferiti e analizzati nei laboratori specializzati dell’idoneo dipartimento. I risultati degli esami chimici, attesi nei prossimi giorni, saranno fondamentali per determinare l’entità della ricaduta dei fumi e fornire alla Prefettura e alle autorità locali i dati necessari per l’adozione di eventuali provvedimenti a tutela della popolazione.