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Un premio che vale molto più di un contributo economico. È il riconoscimento di un impegno concreto, della capacità di guardare ai propri coetanei senza pregiudizi e di costruire occasioni di crescita e inclusione. Per questo la Fondazione Chiara Badano ha scelto di premiare il progetto «Il Futuro è di Tutti», ideato dall’associazione «Chiara Luce» di Grumo Nevano nell’ambito del Premio Solidarity 2025/2026.
La comunicazione ufficiale è arrivata nei giorni scorsi direttamente dalla giuria del premio, che ha spiegato le motivazioni della scelta. «Valutando con attenzione il vostro progetto, siamo stati positivamente impressionati dal vostro desiderio di cooperare per il bene comune attivandovi in questa specifica azione di vicinanza nei riguardi dei vostri coetanei», si legge nella lettera inviata ai ragazzi dell’associazione.Parole che raccontano il senso più profondo dell’iniziativa e che hanno portato la Fondazione a sostenere il progetto sia attraverso il contributo economico previsto dal bando sia con attività di promozione sui canali social istituzionali.
Un progetto per chi rischia di sentirsi escluso
«Seguiamo l’esempio della beata Chiara Luce Badano. Una ragazza come noi che ci insegna che non esistono ragazzi sbagliati, ma solo ragazzi che non sono stati guardati davvero», spiegano le ideatrici del progetto. Un messaggio forte, che diventa anche una scelta concreta di campo. «Noi incontriamo ogni giorno ragazzi che vengono screditati, che si chiudono, che preferiscono indossare maschere. Noi scegliamo ogni giorno di non girarci dall’altra parte». È proprio questa attenzione verso chi rischia di restare invisibile ad aver colpito la commissione giudicatrice, che nella lettera di assegnazione del premio ha sottolineato la capacità dei giovani di Grumo Nevano di trasformare la solidarietà in azioni reali e in percorsi di vicinanza tra coetanei.
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Cinque giorni per crescere insieme
Cuore del progetto «Il futuro è di tutti» è l’iniziativa che prevede attività per 5 Giorni: un percorso pensato per offrire ai ragazzi occasioni di incontro, confronto e scoperta. Musica, arte, difesa personale, cultura e sport saranno gli strumenti attraverso cui costruire relazioni autentiche e valorizzare talenti spesso nascosti. «Ogni ragazzo può sentirsi protagonista», spiegano i promotori, che puntano a creare uno spazio in cui ciascuno possa esprimersi liberamente e sentirsi accolto. L’iniziativa entrerà subito nel vivo. Il progetto prenderà infatti il via già da lunedì con il Grest «Il Futuro è di Tutti», che si svolgerà nella Villa Comunale Nassiriya di Grumo Nevano.
Per cinque giorni i ragazzi saranno protagonisti di un percorso fatto di attività, laboratori ed esperienze condivise pensate per favorire inclusione, crescita personale e partecipazione. Musica, arte, difesa personale, cultura e sport diventeranno strumenti per abbattere le distanze, creare nuove amicizie e offrire a ciascuno la possibilità di sentirsi parte di una comunità accogliente.
Un appuntamento che rappresenta il primo passo concreto di un progetto nato per dimostrare che nessun giovane deve sentirsi escluso e che il futuro, come recita il titolo dell’iniziativa, appartiene davvero a tutti.L’obiettivo non è soltanto proporre attività ricreative, ma favorire la nascita di legami veri, contrastando quel senso di isolamento che sempre più spesso caratterizza il mondo giovanile.
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C’erano le famiglie affacciate ai balconi, i bambini con i fiori tra le mani, gli anziani emozionati lungo il corteo…
«Qui sbagliare non è un errore»
C’è una frase che forse più di tutte racconta lo spirito dell’associazione «Chiara Luce» e del progetto premiato dalla Fondazione: «Questa associazione è un posto dove sbagliare non è un errore». Un’affermazione semplice ma potente, che parla di accoglienza, di seconde possibilità e della volontà di accompagnare i ragazzi in un percorso di crescita senza giudizi. La stessa filosofia che anima l’esperienza della beata Chiara Badano e che la Fondazione continua a diffondere attraverso iniziative dedicate ai giovani.Nella lettera di assegnazione del riconoscimento, la giuria si dice infatti certa che «la beata Chiara Badano continuerà ad ispirare le vostre azioni e vi accompagnerà nel cammino seguendo passo passo gli sviluppi del progetto».
Per i ragazzi di Grumo Nevano il premio rappresenta dunque non solo un traguardo, ma anche un incoraggiamento a proseguire lungo una strada già tracciata: quella di una comunità in cui nessuno venga lasciato indietro e in cui, davvero, il futuro possa essere di tutti. Un messaggio che da lunedì prenderà forma tra i viali della Villa Nassiriya, dove decine di giovani saranno chiamati a riscoprire il valore dell’incontro, dell’ascolto e dell’amicizia. Perché, come hanno voluto ricordare gli stessi promotori del progetto, spesso basta uno sguardo sincero per cambiare il futuro di una persona.