Santa Maria la Carità, un rione in festa per la nuova chiesa del Petraro
L'EVENTO
9 maggio 2026
L'EVENTO

Santa Maria la Carità, un rione in festa per la nuova chiesa del Petraro

Centinaia di fedeli e giovani alla cerimonia di consacrazione Don Maurizio Molino: «Ora i lavori per il campo di calcio»
Michele De Feo

C’erano le famiglie affacciate ai balconi, i bambini con i fiori tra le mani, gli anziani emozionati lungo il corteo e un intero quartiere raccolto attorno a un momento destinato a restare nella memoria collettiva. Venerdì sera il Petraro ha vissuto una delle pagine più intense della sua storia con la dedicazione della nuova chiesa di Santa Maria del Carmine, diventata in poche ore non soltanto un edificio sacro, ma il simbolo di una comunità che si ritrova, si riconosce e guarda avanti.

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La processione partita dalla vecchia chiesa di via Petraro ha attraversato le strade del quartiere in un clima di festa autentica. Le campane, i canti, le luci accese lungo il percorso e gli applausi della gente hanno accompagnato l’arrivo del Vescovo Francesco Alfano davanti al nuovo complesso parrocchiale.

 

Poi, l’ingresso solenne nell’edificio gremito in ogni ordine di posto. Molti sono rimasti all’esterno seguendo la celebrazione dai maxi schermi installati sul piazzale. Il rito della dedicazione ha scandito momenti di grande intensità spirituale: l’unzione dell’altare con il sacro crisma, il profumo dell’incenso che ha riempito la chiesa, l’accensione delle luci tra gli occhi lucidi dei fedeli.

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Un silenzio carico di commozione ha accompagnato la prima Eucaristia celebrata sul nuovo altare. Ma quella del Petraro è stata anche la festa di un quartiere popolare che sente di aver conquistato finalmente un luogo capace di unire. Per tutta la serata il piazzale della chiesa si è trasformato in uno spazio di incontro, abbracci, fotografie e racconti. «Aspettavamo questo giorno da anni», ripetevano in molti. Visibilmente emozionato il parroco Maurizio Molino. «Questa chiesa non sarà solo un luogo dove pregare — ha detto al termine della celebrazione — ma una casa aperta a tutti, soprattutto ai giovani e alle famiglie. E non ci fermeremo qui: a breve partiranno anche i lavori per la realizzazione di un campetto polifunzionale e di altre strutture dedicate all’aggregazione e alle attività educative del quartiere. La nuova Chiesa è stata costruita anche grazie al denaro incassato dall’otto per mille» .

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Parole accolte da un lungo applauso, quasi a suggellare il senso più profondo della serata: la nascita di un luogo destinato non solo al culto, ma alla vita quotidiana della comunità. Al Petraro, ieri sera, si respirava la felicità semplice delle grandi occasioni. E negli occhi della gente c’era la consapevolezza di aver vissuto qualcosa che resterà nel tempo. I lavori per realizzare la nuova chiesa sono durati nove anni durante i quali i fedeli hanno aspettato con fiducia il realizzarsi di un’opera che rappresenta un luogo di aggregazione soprattutto per i giovani.

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Visibilmente emozionato alla celebrazione e alla processione per l’inaugurazione della nuova chiesa del Petraro anche don Franco Alfano. «È un’esperienza intensa, una festa di popolo, perché questa è la Chiesa: un popolo in cammino, chiamato ad affrontare prove, difficoltà e disagi, proprio come ha vissuto questa comunità parrocchiale- ha detto il prelato dell’Arcidiocesi Sorrento Castellammare- Oggi, dopo un tempo di attesa, di preparazione e di sacrifici, possiamo finalmente consacrare questo spazio a Dio. Questo è il significato profondo del rito bello e solenne che stiamo vivendo: una tappa importante per la comunità parrocchiale e per tutto il territorio, un autentico segno di speranza».

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L’amministrazione comunale ha realizzato gli interventi di sistemazione dell’area esterna, occupandosi del rifacimento della strada di accesso e della nuova area parcheggio «Queste ore sono state ricche di emozione e gioia per la nostra cittadina. La Commissione Toponomastica ha indicato questa arteria come ‘Via del Carmine al Petraro’. La gioia è stata irrefrenabile e anche durante l’incontro con il Pontefice ho portato con me il segno distintivo ‘Be Petraro’, simbolo di una comunità viva e unita», ha detto il sindaco Giosuè D’Amora.