Capri. Apre al pubblico lo Jago Museum
L'INAUGURAZIONE
18 giugno 2026
L'INAUGURAZIONE

Capri. Apre al pubblico lo Jago Museum

In mostra due novità mai presentate al pubblico
Tiziano Valle

Una delle dimore più affascinanti e ricche di storia della Costiera si prepara a diventare un centro di produzione artistica contemporanea di livello internazionale. Il prossimo 20 giugno aprirà ufficialmente al pubblico lo Jago Museum Capriall’interno di Villa Lysis, la splendida residenza dei primi del ‘900 che fu buen retiro e cenacolo culturale dello scrittore Jacques d’Adelswärd-Fersen. Il progetto non sarà una semplice esposizione statica: la villa ospiterà anche un laboratorio attivo dell’artista, concepito come uno spazio di ricerca e sperimentazione dove lo scultore Jago svilupperà nuovi lavori, radicando il suo processo creativo direttamente sul territorio isolano.

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La svolta strategica per l’isola

Soddisfatto il sindaco di Capri, Paolo Falco, che vede nell’apertura del museo un tassello fondamentale per il futuro dell’isola: «Rappresenta un’opportunità straordinaria che si inserisce in una visione strategica di sviluppo culturale. Questo progetto di alto profilo contribuisce a rafforzare un modello di turismo sostenibile e di qualità, capace di destagionalizzare i flussi e di attrarre visitatori tutto l’anno, intercettando un pubblico attento alla ricerca e alla sperimentazione contemporanea».

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La gioia dell’artista

Anche l’artista ha voluto sottolineare la profonda connessione con la struttura: «Avvicinarsi a Villa Lysis significa entrare in un luogo che custodisce memoria e bellezza. L’arte, quando entra davvero in contatto con una comunità, non decora il presente, lo trasforma». Il percorso espositivo: i sei capolavori in mostraIl museo si sviluppa su tre piani, toccando stanze cariche di fascino come la camera di Nino Cesarini, il salone di rappresentanza e la “sala cinese”. Sono sei le opere che compongono l’allestimento iniziale, tra cui spiccano due novità mai presentate al pubblico.

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I due inediti assoluti

ACQUA (2025): Un’installazione ispirata proprio al mare di Capri. Jago è riuscito a trasformare il marmo in “liquido” attraverso 30 lastre scolpite, ognuna delle quali rappresenta un singolo fotogramma del movimento ondoso. Un’opera che riflette sulla transitorietà e sulla fragilità del nostro ecosistema. MEDUSA (2026): Una reinterpretazione in chiave contemporanea del mito della Gorgone. Il busto ha le sembianze dell’attrice premio Oscar Whoopi Goldberg, con i capelli trasformati in serpenti che si allungano nello spazio, ribaltando la tradizione del busto celebrativo in una riflessione su vulnerabilità e forza.

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Le opere tra Terra, Spazio e Internazionalità

APPARATO CIRCOLATORIO (2017): Reduce dal Padiglione Italia ad Expo Osaka 2025, è un’installazione circolare composta da trenta cuori in ceramica che riproducono le fasi di un singolo battito cardiaco, accompagnata da un video in loop che ne mostra la contrazione. DAVID (2024): Statua in bronzo che reinterpreta il mito di Davide e Golia. Qui David è una donna fiera, pronta a scagliare la pietra. Il monumentale modello in marmo di Carrara (alto più di 4 metri) a cui l’artista lavora da anni a Napoli sarà invece destinato alla chiesa di Sant’Aspreno ai Crociferi.

FETUS (2019-2024) & THE FIRST BABY (2019): Due opere sorelle che nell’allestimento caprese fluttuano nel buio. The First Baby è la celebre scultura in marmo di appena 200 grammi (firmata con l’impronta di sangue dell’artista) che ha viaggiato nello spazio a bordo della Stazione Spaziale Internazionale durante la missione dell’ESA nel 2019, custodita dall’astronauta Luca Parmitano. In mostra è presente anche lo scatto fotografico di Parmitano che immortala il piccolo feto di marmo sospeso in orbita terrestre.