Artisti di strada, a Napoli via al dibattito tra CGIL e amministrazione
A Napoli si discute sulla condizione e la regolamentazione delle attività degli artisti di strada nella città. L’incontro richiesto dalla…
Fp Cgil Campania, Cisl Fp e Uil Fpl hanno lanciato un appello al Consiglio regionale per mettere fine a una situazione che da anni penalizza migliaia di lavoratori del comparto sociosanitario privato. I sindacati chiedono una misura netta: vincolare gli accreditamenti e le convenzioni delle strutture private (RSA, centri di riabilitazione e laboratori di analisi) al pieno rispetto dei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro e dei diritti dei lavoratori.
Alla base della protesta c’è una forte discrepanza tra la salute economica del settore e le condizioni dei suoi dipendenti. I lavoratori restano bloccati senza adeguamenti salariali, ma secondo i dati richiamati nella proposta, il comparto della sanità privata non è in difficoltà economica: nel 2023 sono stati registrati oltre 12 miliardi di euro dai principali operatori.
«Non è accettabile, che le risorse pubbliche destinate alla tutela della salute aumentino i profitti aziendali senza essere redistribuite a chi ogni giorno garantisce le cure ai cittadini» dicono i sindacalisti. Le organizzazioni sindacali chiedono un intervento deciso della Regione Campania, proponendo controlli periodici sul reale rispetto delle tutele contrattuali da parte delle aziende, revoche delle convenzioni e degli affidamenti per le strutture che violano i contratti e stretta sulla “banca delle ore”, limitandone l’utilizzo improprio. Oltre a ciò, chiedono anche una maggiore pressione istituzionale da parte della Regione nelle trattative per il rinnovo dei contratti nazionali.
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L’obiettivo finale sarebbe quello di creare uguali diritti tra pubblico e privato, con una parità salariale. La Fp Cgil Campania conclude auspicando che tutte le forze politiche del Consiglio regionale accolgano e sostengano la proposta, trasformandola in un atto concreto per tutelare non solo i professionisti, ma anche la qualità stessa dell’assistenza offerta ai cittadini campani.