Castellammare. I tecnici: «I vincoli bloccano lo sviluppo»
Ventinove professionisti tecnici stabiesi – tra ingegneri, architetti, geometri e agronomi – hanno rotto il silenzio siglando un documento-manifesto inviato al sindaco Luigi Vicinanza, alla giunta, ai consiglieri comunali e, per conoscenza, ai vertici di Regione, Città Metropolitana e Soprintendenza. L’obiettivo è chiaro: scardinare le rigidità burocratiche e avviare un confronto pubblico e trasparente sul nuovo Piano Urbanistico Comunale (PUC) e sulla gestione quotidiana dell’edilizia privata, oggi paralizzata da interpretazioni normative ritenute fin troppo restrittive.
La città paralizzata
Secondo i firmatari, coordinati dall’ingegnere Rosario Donnarumma, la città sta attraversando un declino socio-economico strutturale, segnato da desertificazione produttiva e fuga degli investimenti. In questo scenario, il PUC rappresenta un appuntamento storico. Tuttavia, i tecnici evidenziano un forte squilibrio tra la qualità della “visione strategica” iniziale (ereditata dal Documento di Orientamento Strategico) e la «concretezza delle scelte operative». I grandi temi urbani – come il recupero del waterfront di via De Gasperi, la riqualificazione del centro antico, il rischio idrogeologico, i parcheggi e il futuro delle Nuove Terme e di Varano – rischiano di rimanere irrisolti, schiacciati dentro una logica di meri comparti edilizi.
I vincoli urbanistici
Il nodo centrale della protesta riguarda la gestione della famigerata “Zona 7″ del PUT (il Piano Urbanistico Territoriale del 1987). I tecnici denunciano una costante e dannosa cristallizzazione normativa. «La Zona 7 non ha valenza paesaggistica assoluta ma puramente urbanistica», ricordano i professionisti, richiamando la legge regionale del 2014, il preliminare del nuovo Piano Paesaggistico Regionale (PPR) pubblicato lo scorso gennaio e una consolidata giurisprudenza di TAR e Consiglio di Stato.
Le opportunità mancate
Una rigidità interpretativa che, secondo il documento, blocca anche l’applicazione immediata del Decreto Salva Casa e del Piano Casa, ostacolando persino i cambi di destinazione d’uso considerati non rilevanti dalla Corte Costituzionale. Le novità legislative aprono però una finestra temporale decisiva: la Regione Campania ha infatti differito il termine ultimo per l’approvazione dei Puc comunali al 30 giugno 2027. Questo rinvio offre all’amministrazione Vicinanza lo spazio di manovra necessario per correggere il tiro e rimediare alle discrasie dello strumento adottato.
L’idea di un confronto
I professionisti non si limitano alle critiche e avanzano proposte operative concrete: l’istituzione immediata di un Tavolo Tecnico Permanente che riunisca Comune, Regione, Autorità di Bacino e Soprintendenza per sbloccare le procedure, e la stesura di un nuovo Regolamento Urbanistico Edilizio Comunale (RUEC) che offra finalmente certezze a cittadini e imprese. L’invito finale è a un confronto pubblico aperto alla città: un patto di legalità e trasparenza per rimettere in moto l’economia di Castellammare. L’idea, dunque, è quella di sbloccare alcuni vincoli che oggi impediscono quegli investimenti pubblici, ma soprattutto privati, che potrebbero garantire occupazione e sviluppo del territorio.

