L'INCENDIO
20 giugno 2026
L'INCENDIO

Il prefetto a Poggiomarino: «Incendio ferita aperta, Longola rinasca» | VIDEO

Dopo le fiamme al parco archeologico Michele di Bari ha voluto portare la propria vicinanza alla comunità
Andrea Ripa e Giovanna Salvati

Una ferita profonda per Poggiomarino e per l’intero patrimonio culturale dell’area vesuviana, ma che non dovrà fermare il percorso di valorizzazione del Parco archeologico naturalistico di Longola. È il messaggio lanciato dal prefetto di Napoli, Michele Di Bari, che ieri ha visitato il sito archeologico colpito nei giorni scorsi da un vasto incendio che ha distrutto alcune strutture di supporto senza però danneggiare i reperti e le aree di interesse storico.«È una ferita per il territorio in particolare e per la cultura più in generale. Una ferita che sarà risanata ma di certo quanto accaduto non dovrà fermare il vasto programma di iniziative che sono state avviate a favore dell’intera popolazione, ed in particolar modo dei più giovani», ha dichiarato il prefetto durante la visita.

Di Bari ha voluto raggiungere personalmente Longola per manifestare la vicinanza delle istituzioni alla comunità locale e a quanti lavorano quotidianamente per la tutela e la promozione di uno dei siti archeologici più importanti della Campania.Ad accoglierlo sono stati i componenti della commissione straordinaria che guida il Comune di Poggiomarino, coordinata dalla viceprefetta Gabriella D’Orso, insieme al comandante del Gruppo Carabinieri di Castello di Cisterna, colonnello Paolo Leoncini.

Nel corso della visita il prefetto ha effettuato un sopralluogo nell’area interessata dal rogo, confrontandosi con i rappresentanti della Soprintendenza – era presente il dirigente Antonino Russo – per fare il punto sui danni e sulle prospettive di recupero delle strutture distrutte dalle fiamme.«In situazioni come queste le istituzioni non possono mancare e devono essere fisicamente presenti», ha sottolineato Di Bari, evidenziando la necessità di mantenere alta l’attenzione su un luogo che rappresenta una risorsa culturale e identitaria per l’intero territorio.

Il servizio video

Il prefetto ha inoltre rivolto un ringraziamento alle forze dell’ordine e alla magistratura che hanno immediatamente avviato le indagini per accertare le cause dell’incendio e individuare eventuali responsabilità.Particolarmente significativo anche l’incontro con le associazioni impegnate nella valorizzazione del sito archeologico, molte delle quali svolgono attività didattiche e di promozione rivolte soprattutto agli studenti.Da questo punto di vista il rappresentante del Governo ha voluto rassicurare il territorio: «Le attività del parco andranno avanti». Un impegno chiaro, accompagnato dall’auspicio che le iniziative culturali e formative possano essere ulteriormente rafforzate nei prossimi mesi.«Le attività rivolte ai giovani e agli studenti devono essere sempre più intensificate.

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Chi opera qui troverà sempre le istituzioni al proprio fianco», ha aggiunto.L’incendio che ha colpito Longola ha provocato la distruzione di alcune strutture destinate all’accoglienza e alle attività didattiche, ma non ha interessato i beni archeologici custoditi nel sito. Una circostanza che ha evitato conseguenze ben più gravi per quello che viene considerato uno dei più importanti insediamenti protostorici dell’Italia meridionale.Ora l’obiettivo è ripartire, ricostruire ciò che è andato perduto e rilanciare il ruolo del parco come centro di cultura, ricerca e formazione, trasformando una ferita ancora aperta in un’occasione di rinascita per l’intera comunità.