Il piccolo Domenico Caliendo: emergono dubbi sulla gestione della lista trapianti al Monaldi
CASO CALIENDO
23 giugno 2026
CASO CALIENDO

Il piccolo Domenico Caliendo: emergono dubbi sulla gestione della lista trapianti al Monaldi

Serena Uvale

Si torna a parlare della vicenda legata alla morte del piccolo Domenico Caliendo, deceduto lo scorso 21 febbraio. Stavolta, L’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, ha sollevato pesanti interrogativi riguardo alle procedure seguite presso l’ospedale Monaldi di Napoli, in particolare sulla gestione delle liste per il trapianto cardiaco pediatrico.

Secondo l’avvocato Petruzzi, le decisioni del primario di cardiochirurgia pediatrica e trapianti, Guido Oppido, presentano una serie di contraddizioni. Ad esempio, il 2 febbraio, in concomitanza con la notifica della disponibilità di un cuore da Bologna, il piccolo Domenico è stato rimosso temporaneamente dalla lista dei trapianti. Oppido ha giustificato la vicenda alla luce di un peggioramento delle condizioni cliniche del bambino, già assistito tramite ECMO e affetto da multi-organ failure. Appena due giorni dopo, il bambino è stato reinserito in lista, questa volta motivando la scelta con un “netto miglioramento” delle sue condizioni. Per l’avvocato e per il medico legale di parte, il dottor Luca Scognamiglio, questa gestione avrebbe fatto perdere al bambino la concreta possibilità di ricevere il cuore disponibile a Bologna, poiché la sospensione è avvenuta proprio nelle ore in cui l’organo era disponibile.

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Il medico legale Luca Scognamiglio ha analizzato la documentazione clinica sottolineando come non vi sia traccia, di dati oggettivi che giustifichino né il presunto “peggioramento”, né il successivo “netto miglioramento” dichiarato per il reinserimento. Secondo il medico, il quadro clinico sarebbe rimasto immodificato in quel breve arco temporale. Inoltre, resta aperta la questione relativa al mancato utilizzo di un dispositivo di assistenza meccanica (il Berlin Heart), che avrebbe potuto supportare il piccolo Domenico. Attualmente sono sei le persone indagate per omicidio colposo. Per due di loro, tra cui il primario Guido Oppido, si ipotizza anche il reato di falso in cartella clinica.

La famiglia Caliendo, tramite il proprio legale, si appresta ora a depositare una memoria tecnica che mira a fare chiarezza su queste “incongruenze” documentali che, secondo l’accusa, hanno privato il piccolo Domenico di un’opportunità di salvezza.