Una persona ha perso la vita a causa di un incidente stradale avvenuto sulla statale 700 "Della Reggia di Caserta".…
LA SENTENZA
23 giugno 2026
LA SENTENZA
Castellammare | Si schiantò contro un tir in avaria e morì sul colpo: condannati gli autisti
Salvatore Scotognella si stava recando nel bar dove lavorava
All’alba del 24 aprile 2024 l’incidente mortale sulla superstrada
Si schiantò e morì contro un tir in avaria. A oltre due anni dalla tragedia che costò la vita a Salvatore Scotognella, arriva la parola fine sul procedimento giudiziario aperto dalla Procura di Torre Annunziata per omicidio stradale. I due imputati hanno definito la loro posizione concordando la pena e incassando la sospensione della patente di guida per un anno. Una decisione che chiude il capitolo processuale legato all’incidente mortale avvenuto il 24 aprile 2024 sulla statale sorrentina. Salvatore Scotognella, 28 anni, era in sella al suo scooter e stava raggiungendo il posto di lavoro dopo essere passato a prendere una sua amica. Procedeva in direzione Castellammare di Stabia quando la sua corsa si interruppe contro un autoarticolato fermo lungo la carreggiata a causa di un’avaria.
L’accusa contestata era quella di omicidio stradale. Per gli inquirenti, il mezzo pesante era stato lasciato sul margine destro della strada in condizioni tali da costituire un pericolo per la circolazione. In particolare, venivano contestate l’assenza di adeguate segnalazioni luminose e di emergenza e il mancato posizionamento di dispositivi mobili di pericolo, oltre alla presenza del rimorchio che invadeva parzialmente la corsia di marcia. Condotte che, secondo la ricostruzione accusatoria, contribuirono a determinare il successivo impatto mortale per il giovane. Lo scooter guidato dal giovane stabiese finì contro la parte posteriore del rimorchio. L’urto fu violentissimo. Scotognella venne sbalzato dalla sella e cadde rovinosamente sull’asfalto. Per lui non ci fu nulla da fare: morì sul colpo, prima ancora che i soccorsi riuscissero a raggiungere il luogo dell’incidente. La ragazza che viaggiava con lui rimase gravemente ferita e fu trasportata d’urgenza all’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia.
La notizia della tragedia fece rapidamente il giro della città. Salvatore Scotognella era molto conosciuto a Castellammare di Stabia, dove lavorava come barista in un’attività del centro particolarmente frequentata. Quella mattina tutti lo aspettavano per iniziare il turno di lavoro, ma nel locale non arrivò mai. Al suo posto giunse la notizia dell’incidente che aveva spezzato la vita di un ragazzo apprezzato da colleghi, clienti e amici. Dietro quella tragedia c’era anche una storia personale segnata da sacrifici e responsabilità affrontate fin da giovanissimo. Dopo la morte del padre Antonio, ucciso nel 2009 in un agguato riconducibile agli interessi criminali legati alla gestione delle aree di sosta nella zona di Pozzano, Salvatore aveva contribuito a sostenere la famiglia, prendendosi cura della madre e dei fratelli.
Una vita costruita con il lavoro e la determinazione, nonostante il dolore per una perdita che aveva segnato profondamente la sua esistenza. Nelle ore successive all’incidente furono centinaia i messaggi di cordoglio comparsi sui social network. Amici e conoscenti lo descrissero come un ragazzo perbene, un lavoratore instancabile e una persona sempre pronta ad aiutare gli altri. Un ricordo che, a distanza di oltre due anni, resta ancora vivo nella memoria di chi lo ha conosciuto. La definizione del procedimento penale chiude oggi la vicenda giudiziaria nata da quell’incidente. Resta però il peso di una morte che ha sconvolto un’intera comunità e il ricordo di una giovane vita spezzata lungo una strada che troppo spesso, negli anni, è stata teatro di gravi incidenti. Una sentenza che mette un punto sul piano processuale, ma che non potrà cancellare il dolore dei familiari né colmare il vuoto lasciato da Salvatore Scotognella.

