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Per la Pro Poggiomarino è iniziato il conto alla rovescia verso la nuova stagione. Il club vesuviano, ormai vicino alla definizione dell’accordo con il Buccino, è pronto a tornare in Eccellenza dopo anni di assenza, riportando la città nel massimo campionato dilettantistico regionale.Sulla panchina, salvo clamorosi colpi di scena dell’ultima ora, dovrebbe sedersi Giovanni Nappo. Una scelta che inevitabilmente alimenta il dibattito tra tifosi e addetti ai lavori, soprattutto alla luce di un curriculum ancora molto giovane e di esperienze che, finora, non hanno prodotto i risultati sperati.
Un patentino fresco e due stagioni che non hanno lasciato il segno sul piano dei risultati. Nappo è un allenatore giovane, ambizioso e desideroso di affermarsi, ma il suo percorso da tecnico si scontra con un bilancio che, almeno finora, racconta più delusioni che soddisfazioni.Nella stagione 2024-2025 ha iniziato la propria esperienza alla guida della Marchesa Poggiomarino, subentrando dopo l’addio di Michele Califano. L’obiettivo era rilanciare una squadra costruita per competere ai vertici, ma il finale di stagione si è rivelato amaro. La formazione si è progressivamente spenta, uscendo dalla corsa playoff per l’Eccellenza con diverse giornate d’anticipo e senza riuscire a trovare la reazione necessaria nel momento decisivo del campionato.
Non si è trattato di un’eliminazione maturata all’ultimo respiro o di una beffa dettata dagli episodi, ma di un ridimensionamento graduale che ha portato la squadra fuori dai giochi quando c’erano ancora margini per provare a riscrivere il finale di stagione.Nel campionato appena concluso, Nappo è ripartito dalla Terza Categoria alla guida del Poggiomarino. Anche in questo caso il verdetto finale non gli ha sorriso. Dopo un lungo testa a testa con la Zeta Napoli, la squadra ha chiuso al terzo posto alle spalle anche del Pimonte. Un piazzamento che pesa soprattutto alla luce dei due confronti diretti con il club dei Monti Lattari: la sconfitta nell’ultima giornata di campionato e quella successiva nello spareggio promozione che valeva il salto in Seconda Categoria. Due appuntamenti decisivi, due occasioni da non fallire, due sconfitte che hanno lasciato il segno.
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Il problema, quindi, non è il curriculum corto. Ogni allenatore ha diritto al proprio percorso di crescita e nessuno nasce vincente. Il dato che emerge, però, è un altro. Nelle due esperienze più significative della sua giovane carriera, Nappo non è riuscito a raggiungere l’obiettivo nei momenti che contavano davvero. È qui che nasce il dubbio. Perché non si parla semplicemente di inesperienza, ma di una tendenza che, almeno finora, si è ripetuta. In entrambe le occasioni le sue squadre si sono giocate la stagione negli appuntamenti decisivi — playoff, spareggi o rush finale — e in entrambe le occasioni il traguardo è sfumato. Circostanze diverse, categorie diverse, ma un epilogo simile.
La Pro Poggiomarino si prepara ora ad affrontare un campionato di Eccellenza dove la qualità degli avversari sarà superiore e i margini di errore inevitabilmente più ridotti. Per questo la scelta della società appare oggi come una scommessa più che una garanzia. Una decisione che potrà essere giudicata soltanto dal campo, ma che al momento si fonda più sulla fiducia nelle potenzialità dell’allenatore che sui risultati ottenuti finora.
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C’è però anche un altro lato della storia che merita di essere raccontato. Nella scorsa stagione, durante la gara tra Pro Poggiomarino e Atletico Portici, Nappo fu tra i primi a soccorrere un avversario che aveva perso i sensi in campo. Un gesto istintivo e di grande umanità, che nulla ha a che fare con moduli, tattiche o classifiche, ma che racconta qualcosa dell’uomo prima ancora che dell’allenatore. In quel momento, quando contava davvero intervenire, Nappo non si è tirato indietro.Forse la società ha intravisto aspetti che i numeri non riescono ancora a raccontare. Forse ha visto capacità nella gestione dello spogliatoio, idee di gioco convincenti o un potenziale destinato a emergere nel tempo. Sono valutazioni che appartengono a chi ha scelto di affidargli una panchina importante come quella della Pro Poggiomarino.
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Definire questa nomina una scelta sicura, però, sarebbe prematuro. Si tratta di una scommessa, probabilmente anche coraggiosa, su un allenatore che arriva in Eccellenza senza promozioni nel proprio curriculum e con due stagioni concluse al di sotto delle aspettative.La piazza ha tutto il diritto di sperare che Nappo riesca finalmente a rompere questo schema. Perché nel calcio i percorsi possono cambiare rapidamente e spesso le occasioni più importanti diventano quelle della consacrazione.
Ma allo stesso tempo i tifosi hanno il diritto di guardare ai fatti: fino a oggi, quando la posta in palio si è alzata, Nappo non è riuscito a trovare la vittoria. L’Eccellenza rappresenterà per lui la sfida più importante della carriera e, forse, l’occasione migliore per dimostrare che il passato non è necessariamente destinato a ripetersi.