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Gragnano celebra il ritorno della Madonna del Carmine nella sua chiesa dopo un accurato intervento di restauro che ha interessato l’antica effigie lignea, databile tra la fine del XVIII e i primi decenni del XIX secolo. L’opera è stata riconsegnata alla comunità e ricollocata nel luogo di culto, dove sarà nuovamente oggetto di venerazione da parte dei fedeli.
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Il restauro, eseguito presso il laboratorio Breglia-Guidone di Vico Equense sotto la supervisione della Soprintendenza e dell’Ufficio Beni Culturali dell’Arcidiocesi di Sorrento-Castellammare di Stabia, ha avuto l’obiettivo di arrestare il degrado del supporto ligneo, recuperare la cromia originaria e preservare il valore storico e devozionale dell’opera. Secondo gli studi, la statua sarebbe attribuibile a un seguace del maestro Giuseppe Picano.
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Per la comunità gragnanese si tratta di un recupero che va oltre l’aspetto artistico. L’immagine sacra, infatti, rappresenta da secoli un punto di riferimento spirituale profondamente radicato nella tradizione locale. La devozione alla Madonna del Carmine è attestata sin dal XVI secolo, quando i Padri Carmelitani si insediarono nel casale della Conceria, edificando convento e chiesa.
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Nel corso dei secoli, la Madonna è stata venerata in particolare dalle corporazioni dei mugnai e dei pastai, fino a essere riconosciuta come figura centrale della spiritualità popolare del territorio. Il ritorno della statua restaurata viene dunque vissuto come un momento di forte partecipazione comunitaria e rinnovamento della fede. Durante la presentazione del restauro, il parroco don Gerardo Cesarano ha sottolineato il valore spirituale dell’intervento, definendo l’effigie “restituita al suo antico splendore” capace di suscitare emozione e raccoglimento nei fedeli.