Santa Maria La Carità. A Casa Scarica parte la sfida contro i tabù sul mondo dell’autismo
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L’ultima risposta arriva dopo pochi secondi. Paolo fissa lo schermo del tablet, le dita scorrono veloci sulla tastiera virtuale, poi una voce sintetica rompe il silenzio dell’aula. La commissione ascolta, annuisce, prende nota. È il suo modo di parlare al mondo da sempre. Ed è così che ieri mattina Paolo Giordano ha affrontato l’esame di maturità al liceo scientifico Don Milani di Gragnano, diretto dal preside Francesco Fuschillo. Per chi non conosce la sua storia potrebbe sembrare un dettaglio tecnico. Per chi invece lo accompagna da anni è la fotografia di un percorso lungo, faticoso e straordinario.
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Paolo è affetto da autismo e non comunica verbalmente. Le parole non escono dalla sua bocca, ma hanno trovato un’altra strada: le scrive sul dispositivo che lo accompagna ovunque e un assistente vocale le restituisce agli altri.
Ieri quella voce ha raccontato cinque anni di studio, impegno e determinazione. Un percorso concluso nel migliore dei modi, dopo essere stato ammesso all’esame con il massimo dei voti. Davanti alla commissione Paolo ha ripercorso anche alcuni dei temi che più lo hanno appassionato durante il suo percorso.
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Tra gli argomenti scelti per la maturità ci sono stati Dante Alighieri e l’universo, Fuori dall’aula c’era chi tratteneva l’emozione. La mamma Anna Maria Iezza, le terapiste che lo seguono quotidianamente, i professori (Gloriana Piemontino, Lucia Fontanella , Tina Russo e Giovanna Del Sorbo) che hanno condiviso il suo percorso e i compagni di classe. Una piccola comunità che negli anni ha imparato ad ascoltarlo oltre le parole. «È stata una mattinata bellissima – racconta la madre in lacrime – Lui era sereno, preparato. Vederlo lì davanti alla commissione è stata un’emozione difficile da spiegare». A guardare tutto dall’alto il padre Enzo, scomparso pochi mesi fa, figura costante nel cammino di Paolo.
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«Siamo certi che fosse con noi – dice la mamma -. Questo traguardo era anche suo. Ha sempre creduto in Paolo, non si è mai fermato davanti alle difficoltà». Quando la prova si è conclusa e la tensione ha lasciato spazio alla gioia, dalle casse dell’aula è partito l’Inno di Mameli, la canzone preferita del giovane. Oggi Paolo ha concluso la maturità al liceo scientifico con il massimo dei voti. Il diploma, però, non è un punto di arrivo. Da alcuni mesi ha iniziato a seguire percorsi formativi per l’inserimento nel mondo del lavoro.
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Un nuovo cammino che affronta con la stessa curiosità e la stessa tenacia che lo hanno accompagnato fino a qui. «Non sappiamo ancora cosa farà in futuro – conclude la mamma -, ma sappiamo che continuerà a impegnarsi. Paolo ci insegna ogni giorno che i limiti spesso esistono solo nello sguardo degli altri». Ieri mattina, al Don Milani, non si è sentita una voce umana rispondere alle domande della commissione. Eppure poche volte una maturità ha raccontato così chiaramente cosa significhi trovare una propria voce.