Valditara in Campania: "Investiti oltre 2,6 miliardi di euro. Record per l'edilizia"
Il totale delle risorse mobilitate per la regione supera i 2,66 miliardi di euro, una cifra che il Ministro definisce…
L’edilizia campana continua a trainare l’economia regionale, ma deve fare i conti con un problema che rischia di rallentare la crescita: il credito bancario. È il quadro emerso dal convegno «Finanza e costruzioni: stato dell’arte e prospettive del territorio», promosso dall’Acen, durante il quale imprenditori e rappresentanti del sistema finanziario si sono confrontati sulle prospettive del comparto. Ad aprire i lavori è stato il presidente dell’Acen, Antonio Savarese, che ha fotografato un settore profondamente cambiato rispetto agli anni della crisi.
«L’edilizia negli ultimi anni ha recuperato solidità, capacità produttiva e organizzazione. Gli investimenti nelle costruzioni in Campania hanno superato i 18 miliardi di euro e le previsioni Ance stimano un incremento produttivo del 6% nel 2026», ha spiegato Savarese. Numeri che confermano il ruolo strategico delle costruzioni nell’economia regionale, soprattutto in una fase caratterizzata dall’attuazione dei progetti del Pnrr, dalla rigenerazione urbana, dalla transizione energetica e dalla valorizzazione del patrimonio pubblico.«Tutto questo richiede investimenti, capitale e una rinnovata alleanza tra sistema produttivo e sistema finanziario», ha aggiunto il presidente dell’Acen, sottolineando la necessità di costruire un rapporto più efficace con gli istituti di credito e di superare criteri di valutazione che, a suo giudizio, non riflettono più le reali caratteristiche del comparto.
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A pesare è infatti il progressivo calo dei finanziamenti concessi dalle banche. I dati illustrati nel corso dell’incontro, elaborati sulla base delle rilevazioni della Banca d’Italia, mostrano come nell’ultimo decennio il credito destinato alle costruzioni abbia subito una drastica contrazione. Nel 2014 gli istituti bancari avevano erogato in Campania 558 milioni di euro destinati agli investimenti nel comparto residenziale e non residenziale.
Dieci anni dopo, nel 2024, si è toccato il punto più basso con appena 339 milioni di euro, pari a una riduzione di circa il 40%.Solo nel 2025 si è registrata una lieve inversione di tendenza, con le erogazioni risalite a 423 milioni di euro. Una ripresa giudicata ancora insufficiente rispetto alla crescita che il settore sta vivendo. Sul tema è intervenuto anche il vicepresidente nazionale dell’Ance, Piero Petrucco, che ha presentato uno studio dedicato all’andamento del credito e alla solidità economico-finanziaria delle imprese di costruzione.
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«La struttura economico-finanziaria delle imprese è diventata più solida, nonostante la crisi abbia determinato un sostanziale ridimensionamento del mercato», ha evidenziato Petrucco.Secondo la ricerca, tra il 2017 e il 2024 le aziende aderenti all’Ance hanno migliorato sensibilmente i propri indicatori economici, aumentando redditività, dimensioni aziendali e livello di patrimonializzazione.
Un dato significativo riguarda anche l’affidabilità finanziaria: oltre l’80% delle imprese associate presenta oggi un rating elevato.Il messaggio lanciato dal mondo delle costruzioni è chiaro: il settore è tornato a essere competitivo e rappresenta uno dei principali motori dello sviluppo regionale, ma per sostenere gli investimenti previsti nei prossimi anni sarà necessario un maggiore sostegno del sistema bancario, chiamato ad accompagnare una crescita che, almeno secondo le previsioni, è destinata a proseguire anche nel 2026.