Allarme sui project financing: «Serve una riforma del Codice degli appalti»
EDILIZIA
18 maggio 2026
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Allarme sui project financing: «Serve una riforma del Codice degli appalti»

Il convegno dedicato agli effetti della sentenza della Corte di Giusitizia Europea sui project financing. A prenderne parte il presidente Acen, ma anche il sindaco di Vico Equense, il presidente Anci e i vertici della Regione Campania.
Andrea Ripa

“La finanza di progetto rappresenta il ponte necessario per passare da un’economia trainata dai fondi europei a un’economia sostenuta dagli investimenti privati”. Con queste parole il presidente di Acen, Antonio Savarese, ha aperto il convegno dedicato agli effetti della sentenza della Corte di Giustizia Europea sul project financing, organizzato da Acen e dal Comitato Ance per il Mezzogiorno e le Isole. Al centro del confronto, la decisione della Corte di Giustizia dell’Unione Europea del 5 febbraio 2026, che elimina il diritto di prelazione per il soggetto promotore di un progetto in project financing già posto a gara. Una pronuncia che, secondo gli operatori del settore, impone una rapida revisione del Codice degli Appalti.

“È urgente una riforma che chiarisca il destino delle gare in corso e definisca il futuro dello strumento del project financing”, ha sottolineato Savarese, evidenziando il ruolo strategico dei capitali privati nella realizzazione delle opere pubbliche. Al convegno è intervenuto anche il sindaco di Napoli e presidente Anci Gaetano Manfredi, che ha parlato della necessità di regole certe dopo la pronuncia europea. “Diventa complicato portare avanti progetti senza indicazioni precise. Serve una modalità chiara per ristorare il vincitore della gara, evitando distorsioni della concorrenza”, ha spiegato, aggiungendo che nel periodo post-Pnrr la scarsità di risorse pubbliche renderà indispensabile il contributo dei privati in settori come sport, porti turistici e commercio.

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Sulla stessa linea anche Federico Brancaccio, presidente di Ance, che ha definito la collaborazione pubblico-privato “sempre più strategica per il futuro”, chiedendo un quadro normativo capace di favorire il dialogo tra imprese e pubblica amministrazione. Per la Regione Campania è intervenuto il vicepresidente Mario Casillo: “Non possiamo contare soltanto su fondi statali ed europei. Dobbiamo coinvolgere i privati nella realizzazione delle infrastrutture per sostenere l’economia del territorio”.

Tra i temi affrontati anche i grandi interventi infrastrutturali in corso. Eliseo Cuccaro ha citato i lavori a Bagnoli e alla Darsena di Levante, sottolineando la necessità di ulteriori investimenti per completare i collegamenti viari. Il commissario straordinario per la ricostruzione di Ischia, Marcello Feola, ha invece evidenziato le difficoltà legate alla capacità di spesa: “Disponiamo di 800 milioni di euro da utilizzare in tre anni con una struttura ridotta. Per la ricostruzione privata sarà fondamentale il supporto della Regione e dei capitali privati”. A chiudere i lavori è stato Giovan Battista Perciaccante, che ha richiamato il dibattito europeo sul futuro della politica di coesione: “La vera sfida sarà trasferire nella programmazione europea alcuni elementi positivi introdotti dal Pnrr, come il rispetto dei tempi, il monitoraggio e la responsabilizzazione dei soggetti attuatori”.