Dramma sul lavoro nel Nolano: 2 operai feriti, uno è in fin di vita
Dramma questa mattina a Comiziano, dove due operai sono rimasti gravemente feriti durante i lavori di riqualificazione del palazzetto dello…
Si aggrava il bilancio del drammatico incidente sul lavoro avvenuto questa mattina nel cantiere del palazzetto dello sport di Comiziano. È morto all’Ospedale del Mare di Napoli Carmine Spirito, 66 anni, uno dei due operai precipitati da un’impalcatura alta circa cinque metri durante i lavori di riqualificazione della struttura.L’uomo era stato trasportato in codice rosso nel nosocomio napoletano, dove era stato ricoverato nel reparto di Rianimazione. Le sue condizioni erano apparse fin da subito disperate: era arrivato in ospedale intubato e in prognosi riservata. Nonostante i tentativi dei medici, il suo cuore ha cessato di battere nelle ore successive al ricovero. Nell’incidente è rimasto ferito anche il collega Bruno Sirignano, 57 anni, ricoverato all’ospedale di Nola con traumi agli arti inferiori.
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Le sue condizioni, secondo quanto emerso, non destano particolare preoccupazione.Sulla tragedia stanno indagando i carabinieri della stazione di Cicciano e i militari del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Napoli. Gli investigatori sono al lavoro per ricostruire con esattezza la dinamica dell’incidente e verificare il rispetto delle norme previste in materia di sicurezza nei cantieri.La morte di Carmine Spirito riaccende il dibattito sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. A intervenire è stato il segretario generale della Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci, che ha parlato di una vera e propria emergenza.
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«Due morti sul lavoro in tre giorni per cadute dall’alto non possono essere episodi singoli o slegati tra loro. Il tema della sicurezza e la necessità di nuove norme nazionali sulla salute e sui lavori usuranti dovrebbero essere al primo posto dell’agenda di Governo. E invece si continua a ignorare il problema e intanto si continua a morire. Soprattutto nella nostra regione dove, ad oggi, contiamo 28 morti sul lavoro. Tutto ciò non può e non deve essere più accettabile in un Paese moderno e civile come il nostro. Non ci sono più giustificazioni: è ora di fermare questa strage silenziosa.
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Le parole e il cordoglio non servono più: è il momento di passare alle azioni e ai fatti concreti», ha dichiarato il sindacalista.Ricci ha inoltre espresso vicinanza ai familiari dell’operaio deceduto e al collega rimasto ferito, annunciando che la Cgil continuerà a costituirsi parte civile «in tutti i procedimenti penali e civili che riguardano incidenti sul lavoro».Per la Procura sarà ora fondamentale chiarire cosa abbia provocato il cedimento o la caduta dal ponteggio e accertare eventuali responsabilità. L’ennesima tragedia sul lavoro riporta al centro dell’attenzione un’emergenza che continua a mietere vittime e che, ancora una volta, lascia una famiglia distrutta e una comunità sotto choc.