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Un nuovo passo in avanti sul fronte del ripristino della legalità urbanistica a Castellammare di Stabia. Il Comune ha ufficializzato il via libera all’anticipazione dei fondi necessari per l’abbattimento di un immobile abusivo situato in via Privati. Il provvedimento nasce in stretta sinergia con gli organi giudiziari ed esegue le precise direttive trasmesse il 17 giugno scorso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Napoli nell’ambito del fascicolo Resa (Registro esecuzione sentenze abbattimenti).
Abbattimento dopo 20 anni
La vicenda affonda le radici in una vecchia sentenza penale di condanna del 15 marzo 2007 (divenuta irrevocabile il 9 luglio dello stesso anno), rimasta finora ineseguita, che imponeva la demolizione coatta delle opere illegittime. L’intervento di ripristino riguarderà un manufatto di circa 45 metri quadrati realizzato originariamente il 26 ottobre 2002.
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Gli abusi edilizi contestati
Come dettagliato nella perizia del consulente tecnico d’ufficio incaricato dalla Procura, l’illecito consiste in una modifica della vecchia copertura del sottotetto al terzo piano fuori terra, trasformata in un vero e proprio ampliamento volumetrico attraverso l’innalzamento sia della quota di colmo che di gronda. Alla struttura abusiva si accedeva internamente attraverso una scala a chiocciola.
I costi della demolizione
Per cancellare l’abuso, il quadro economico stimato ammonta complessivamente a 35mila euro. Il Comune non intaccherà immediatamente le proprie risorse correnti. L’ente di Palazzo Farnese stipulerà un contratto di anticipazione con la Cassa Depositi e Prestiti S.p.A., attingendo al “Fondo rotativo per le demolizioni delle opere abusive”. Tali somme verranno anticipate dallo Stato e successivamente recuperate “in danno”, ovverosia rivalendosi direttamente sui portafogli dei responsabili dell’abuso.
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L’anticipo del Comune
I vincoli di restituzione per l’Ente sono, tuttavia, estremamente severi. Il Comune si impegna a restituire l’anticipazione (maggiorata di una quota di gestione del Fondo dello 0,1% annuo) entro 60 giorni dalla riscossione coatta a carico dei trasgressori, e comunque entro un tetto massimo di 5 anni. In caso di ritardo oltre il quinquennio, inizieranno a maturare gli interessi di mora basati sul tasso legale. Se il Comune dovesse risultare inadempiente, il Ministero dell’Interno tratterrà direttamente le somme dai fondi del bilancio dello Stato destinati alla città, comprese le quote annuali di compartecipazione al gettito Irpef.
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Il via libera tecnico
Proprio a garanzia del Contratto di Anticipazione, l’ente ha rilasciato una delegazione di pagamento irrevocabile sulle entrate dei primi tre titoli del bilancio comunale. L’istruttoria ha superato tutti i visti di regolarità contabile e amministrativa, sancendo l’avvio ufficiale dei motori per le ruspe di via Privati. Si tratta dell’ennesimo abbattimento effettuato negli ultimi mesi a Castellammare di Stabia, dove l’amministrazione è impegnata a ripristinare la legalità anche per immobili abusivi mai abbattuti da oltre vent’anni.