Gragnano | Gli rubano l’identità per evadere il fisco: annullata maxi cartella ad un operaio
LA STORIA
27 giugno 2026
LA STORIA

Gragnano | Gli rubano l’identità per evadere il fisco: annullata maxi cartella ad un operaio

Lo Stato pretendeva da un operaio tasse per 10mila € . Il 28enne in realtà è stato vittima di una truffa telematica
Vincenzo Lamberti

Un incubo burocratico e finanziario durato anni si è finalmente concluso per Dario Fontanella, un giovane operaio di ventotto anni residente a Gragnano e impiegato presso un pastificio locale. La Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado della Campania ha infatti annullato una cartella esattoriale da oltre novemila euro emessa dall’Agenzia delle Entrate, riconoscendo l’assoluta estraneità del lavoratore a una truffa telematica ordita a suo nome da ignoti. La vicenda prende il via nel giugno del 2024, quando il giovane si vede recapitare un invito al pagamento e una conseguente cartella di pagamento dell’importo di 9.093,95 euro (ridotto a circa 9.033 euro nel computo finale) relativa all’addizionale IRPEF per l’anno di imposta 2019.

Il Fisco controlla 43 milioni di italiani: la Campania è terza per evasione fiscale

Il Fisco controlla 43 milioni di italiani: la Campania è terza per evasione fiscale

La nostra amministrazione finanziaria dispone di 190 banche dati collegate digitalmente tra loro. Sono archivi che raccolgono un numero incredibile…

 

Il fisco contestava il mancato pagamento di imposte scaturite dal controllo formale di un modello 730 integrativo datato settembre 2020, dal quale emergevano oneri deducibili non documentati per 8.440 euro e ritenute fittizie per 2.000 euro. Il problema invalicabile risiedeva nel fatto che Fontanella non aveva mai redatto, né inviato quella dichiarazione integrativa, e soprattutto non aveva mai intascato un solo centesimo del rimborso fiscale richiesto a suo nome. A quel punto, supportato dagli avvocati Vincenzo Gentile e Rosanna D’Avino, il giovane presenta un’immediata denuncia alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata. Le complesse indagini telematiche affidate alla Guardia di Finanza rivelano uno scenario inquietante: a nome dell’operaio risultavano inviati due distinti modelli 730.

Napoli e provincia capitali dell’evasione: scovate 261 aziende sconosciute al fisco

Napoli e provincia capitali dell’evasione: scovate 261 aziende sconosciute al fisco

Nel 2023 e nei primi cinque mesi del 2024, il Comando Provinciale Napoli ha eseguito oltre 40.200 interventi ispettivi e…

Il primo, legittimo, inoltrato a luglio 2020 tramite la propria commercialista e poi annullato ; il secondo, totalmente falso, inviato direttamente online la notte del 23 settembre 2020 attraverso un indirizzo IP anonimo e utilizzando fraudolentemente le credenziali d’accesso del contribuente. In questo secondo modello integrativo, i truffatori avevano inserito i dati del reale datore di lavoro del giovane, il “Pastificio Carmiano S.r.l.”, indicandolo come sostituto d’imposta per ottenere direttamente in busta paga il rimborso monetario. Il rappresentante legale dell’azienda, sentito dalle fiamme gialle, ha confermato di non aver mai erogato alcuna somma a titolo di rimborso.

Duecento partite Iva aperte per frodare il fisco

Duecento partite Iva aperte per frodare il fisco

PARTITE IVA aperte per frodare il fisco

Nonostante l’evidente frode, il procedimento penale viene archiviato dal Giudice per le indagini preliminari nel gennaio 2026 a causa dell’oggettiva impossibilità tecnica – dato il troppo tempo trascorso – di risalire all’identità fisica dello smartphone o del computer utilizzato dai pirati informatici. Forti di questa archiviazione, che dava per assodata l’estraneità del ragazzo, i legali presentano ricorso alla giustizia tributaria. In primo grado, tuttavia, la Commissione Provinciale respinge il ricorso. Gli avvocati Gentile e D’Avino non si arrendono e impugnano la sentenza dinanzi alla Corte d’Appello regionale a Napoli il 4 marzo 2026, chiedendo con urgenza la sospensione dell’atto impositivo per evitare il pignoramento dell’unica fonte di sostentamento del giovane, ovvero il suo stipendio da operaio.

La banca abusiva, una frode al fisco da 500 milioni di euro

La banca abusiva, una frode al fisco da 500 milioni di euro

BANZA ABUSIVA Frode da 500 milioni

La svolta definitiva arriva con la sentenza del 26 giugno 2026 dalla diciannovesima sezione presieduta dal dottor Paolo Scognamiglio (relatore Carmine Renzulli). I giudici tributari di secondo grado, pur ribadendo che l’archiviazione penale non vincola automaticamente il processo fiscale, hanno applicato un rigoroso esame logico e documentale della vicenda.

Pompei, evade il fisco per 2 anni. Sequestro da un milione

Pompei, evade il fisco per 2 anni. Sequestro da un milione

Evasione fiscale per due anni, scatta il sequestro per un importo di quasi un milione di euro. È quanto hanno…

La Corte ha stabilito che non vi fosse alcuna ragione logica per cui il contribuente, dopo aver pagato una professionista per la prima dichiarazione, avrebbe dovuto inviarne una seconda autonomamente inserendo dati palesemente falsi che avrebbero fatto scattare immediati controlli. Inoltre, il fatto stesso di aver sporto denuncia – rischiando una condanna per simulazione di reato se avesse mentito – ha deposto a favore della buona fede del lavoratore.Accogliendo integralmente i motivi di diritto sollevati dalla difesa, i magistrati hanno dichiarato la totale nullità della cartella esattoriale, salvando il patrimonio del giovane operaio. Le spese di giudizio sono state compensate tra le parti poiché l’Agenzia delle Entrate aveva agito sulla base di una dichiarazione informatica che appariva formalmente riconducibile al contribuente, vittima ignara di un furto d’identità digitale nel labirinto del fisco telematico.