A Napoli l’ultimo saluto a Lorenzo Spasiano, ucciso per il calcetto
LA TRAGEDIA
27 giugno 2026
LA TRAGEDIA

A Napoli l’ultimo saluto a Lorenzo Spasiano, ucciso per il calcetto

Nel quartiere Miano i funerali nella chiesa di Sant'Alfonso e San Gerardo
Andrea Ripa

Un lungo applauso ha accompagnato l’ingresso della bara bianca nella chiesa di Sant’Alfonso e San Gerardo, a Miano. Centinaia di persone hanno dato l’ultimo saluto a Lorenzo Spasiano, il 21enne ucciso all’alba del 24 giugno con un colpo di pistola al petto, in una cerimonia carica di dolore ma anche di richiami alla responsabilità collettiva.

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Già mezz’ora prima dell’inizio dei funerali la chiesa era gremita. Decine di persone sono rimaste all’esterno, incapaci di trovare posto all’interno dell’edificio religioso. Ad accoglierle uno striscione affisso sulla facciata della chiesa con una frase che sintetizza il dolore di un’intera comunità: «Ci hai lasciato un dolore che non passerà mai del tutto, perché eri una parte importante delle nostre vite e dei nostri cuori».

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Molti amici hanno voluto ricordare Lorenzo indossando una maglietta bianca con la sua fotografia e la scritta «L.S. 19 – Per sempre con noi». In fondo alla chiesa, raccolti in silenzio, sedevano i colleghi della ditta di ponteggi dove il giovane lavorava, riconoscibili dalle divise arancioni. Prima dell’inizio della celebrazione, i presenti hanno recitato insieme il rosario, mentre all’esterno decine di palloncini bianchi attendevano di essere liberati in cielo al termine della funzione. Sul posto anche numerosi volontari dell’Anpas Croce Italia, impegnati nell’assistenza ai partecipanti.Nel corso dell’omelia, padre Salvatore ha ricordato Lorenzo come «un ragazzo di pace, come tanti ragazzi onesti e lavoratori cresciuti in un rione popolare dove il sangue ha bagnato tante volte le strade. Questa volta si è trattato di sangue innocente».

Parole che hanno lasciato spazio a un appello forte rivolto all’intera comunità. «Se volete onorare Lorenzo non bastano gli striscioni e le magliette, bisogna cambiare mentalità», ha detto il parroco. Alla parola «basta», pronunciata con forza dall’altare, la chiesa ha risposto con un lungo e commosso applauso. Durante la celebrazione è stato letto anche un messaggio inviato dall’arcivescovo di Napoli, don Mimmo Battaglia, impossibilitato a partecipare ai funerali. «Avrei voluto essere lì, è un’assenza che vivo con sofferenza. Ogni volta che muore un giovane in modo violento, muore una speranza per il futuro. Questa città continua a piangere i suoi figli; dobbiamo diventare una comunità capace di generare speranza e futuro», ha scritto il presule.

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Un messaggio che ha accompagnato l’ultimo saluto a Lorenzo Spasiano, mentre fuori dalla chiesa i palloncini bianchi si sono alzati nel cielo di Miano, simbolo di una vita spezzata troppo presto e di una comunità che, ancora una volta, si ritrova a fare i conti con il dolore provocato dalla violenza.