Ex tratta Fs Stabia-Gragnano, scontro sul progetto “monco”
TRASPORTI
29 giugno 2026
TRASPORTI

Ex tratta Fs Stabia-Gragnano, scontro sul progetto “monco”

Il centrodestra accusa il sindaco Vicinanza
Tiziano Valle

La riconversione della storica tratta ferroviaria Gragnano-Castellammare si trasforma in un terreno di duro scontro politico. Al centro della contesa c’è il profondo mutamento del progetto, passato da una moderna infrastruttura su ferro a un sistema di autobus a transito rapido (BRT) su gomma. Un ridimensionamento che ha sollevato le vivaci proteste dell’opposizione, ma che vede l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Luigi Vicinanza stretta in un imbuto burocratico.

La protesta del centrodestra

A farsi portavoce del malcontento è Antonio Federico, consigliere comunale della lista civica Stabia Unica, che parla senza mezzi termini di un progetto “depotenziato” che penalizza fortemente il territorio stabiese. «Il progetto originario prevedeva una linea tramviaria leggera, numerose fermate e il collegamento diretto fino al centro cittadino, integrato con la rete regionale», spiega Federico. «L’esito dell’ultima Conferenza dei Servizi ci consegna invece un sistema BRT su gomma, con meno fermate e un tracciato accorciato. Il capolinea si fermerà su Viale Europa, all’altezza del Liceo Scientifico, lasciando un tratto significativo della vecchia linea senza una reale riconversione. Castellammare perde il treno della modernità e l’occasione di recuperare il suo patrimonio storico».

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L’accusa politica al sindaco

L’attacco del consigliere non è solo tecnico, ma squisitamente politico e istituzionale. Federico contesta al sindaco Vicinanza di aver gestito la delicata partita nelle stanze della Conferenza dei Servizi senza un preventivo e doveroso passaggio nel Consiglio comunale, privando l’assise del suo ruolo di indirizzo: «Il sindaco ha deciso da solo, schiacciandosi sulle posizioni della filiera Regione-EAV a trazione PD, anziché difendere gli interessi della comunità».

Il rischio di perdere i fondi

Se l’opposizione grida alla “mortificazione” della città, dal fronte della maggioranza la prospettiva si sposta sulla concretezza dei vincoli economici. Nel corso della Conferenza dei Servizi, il sindaco Luigi Vicinanza ha scelto di non esprimere parere negativo sul nuovo assetto. Una decisione strategica dettata da un rischio ben preciso: un voto contrario avrebbe bloccato l’iter, decretando la perdita definitiva dei cospicui finanziamenti del Contratto Istituzionale di Sviluppo (CIS).

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La posizione del primo cittadino

Tuttavia, il via libera del primo cittadino non equivale a un’approvazione entusiastica. Fonti vicine all’amministrazione confermano che anche per Vicinanza l’opera, così come concepita attualmente, resta “monca”. Il nodo della discordia è proprio il tracciato: l’interruzione della riconversione all’altezza del Liceo Scientifico “Severi” e la mancata prosecuzione fino a Piazza Matteotti rappresenta un limite evidente alla piena utilità dell’infrastruttura.Il vero ostacolo al completamento dell’opera originaria è di natura economica. Per far sì che il nuovo sistema di trasporto colleghi efficacemente l’ex linea ferroviaria fino al cuore di Castellammare (Piazza Matteotti), mancano all’appello circa 3,5 milioni di euro.

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La necessità di trovare altri finanziamenti

La sfida dell’amministrazione comunale si sposta ora su un doppio binario: da un lato, l’aver messo in sicurezza i fondi attuali per evitare che l’opera sfumasse del tutto; dall’altro, la necessità di avviare un dialogo serrato con EAV e Regione Campania per intercettare le risorse mancanti. Solo così si potrà completare quel segmento finale ed evitare che la riconversione rimanga un’incompiuta a metà strada dal centro cittadino.