Massa Lubrense, sigilli a 4 ristoranti e 5 lidi sulla spiaggia di Nerano
Nell’ambito di una più ampia attività promossa e coordinata a livello circondariale dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata e…
La stagione estiva era iniziata sotto i migliori auspici, con i tavoli apparecchiati sulla splendida terrazza vista mare nella baia di Marina del Cantone, a Nerano. Peccato, però, che quella stessa pedana fosse sotto sequestro giudiziario da mesi. Una violazione dei sigilli in piena regola che è costata carissima al titolare di un noto ristorante della perla della Penisola Sorrentina: per i prossimi tre mesi, l’attività imprenditoriale di ristorazione e catering è stata ufficialmente sospesa.
Le accuse ai titolari
Il provvedimento, emesso dal Gip del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura oplontina, è stato eseguito questa mattina dai militari della Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia. L’accusa nei confronti del legale rappresentante della società che gestisce il locale è pesante: violazione dei sigilli, con l’aggravante di aver commesso il fatto in qualità di custode giudiziario della struttura.
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Una struttura stagionale diventata “perpetua”
La vicenda affonda le radici nell’inverno scorso. Il 17 dicembre 2025, la Guardia Costiera aveva apposto i sigilli a una parte della pedana su palafitte del ristorante. Quella struttura, secondo le carte, godeva di una concessione demaniale marittima strettamente stagionale: le opere, di facile rimozione, avrebbero dovuto essere smantellate alla fine dell’estate per restituire la spiaggia al suo stato naturale. I controlli avevano invece fatto emergere una realtà ben diversa.
Le criticità sulla sicurezza
La pedana non solo non era mai stata rimossa, ma era stata ancorata stabilmente al suolo con putrelle in cemento, trasformandosi di fatto in un’occupazione abusiva permanente del demanio marittimo, in un’area sottoposta a rigidi vincoli edilizi e paesaggistici. A peggiorare il quadro si erano aggiunte gravi criticità sul fronte della sicurezza: la struttura era priva di autorizzazione sismica, del deposito dei calcoli statici e del necessario collaudo presso il Genio Civile.
Dal “trucco” della vernice ai tavoli pieni di clienti
Il vero e proprio autogol da parte del ristoratore è arrivato nei mesi successivi. L’indagato aveva infatti chiesto e ottenuto il permesso di accedere temporaneamente all’area sequestrata per effettuare alcuni accertamenti tecnici, teoricamente finalizzati a regolarizzare la posizione della struttura. Tuttavia, anziché avviare le procedure di messa in regola o di rimozione, il titolare ha sfruttato l’occasione per dare una rinfrescata al look della terrazza abusiva, facendola interamente riverniciare senza alcuna autorizzazione.
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Le indagini della Procura
Il sospetto che i lavori di restyling servissero a riaprire abusivamente l’area è diventato certezza il 21 giugno scorso. A seguito di una segnalazione, gli uomini della Capitaneria di Porto sono tornati a Nerano per un’ispezione a sorpresa. Davanti ai loro occhi si è presentata una scena inequivocabile: i sigilli erano stati violati e la pedana “proibita” era stata interamente allestita con tavoli e sedie, con decine di clienti seduti all’ombra intenti a consumare il pranzo.
La nota
“La riverniciatura della pedana — spiega la Procura di Torre Annunziata — era stata effettuata non solo in assenza di autorizzazione, ma proprio in vista del successivo utilizzo indebito della stessa.” Per il ristorante di Marina del Cantone è scattato così lo stop forzato. Un duro colpo d’inizio estate che lancia un segnale chiarissimo sulla tolleranza zero contro l’abusivismo demaniale e il mancato rispetto dei provvedimenti giudiziari lungo il litorale della penisola.