E’ stato costretto a licenziarsi, perché nonostante sia malato di asbestosi, è disabile al 75 per cento e i suoi…
IL PROVVEDIMENTO
3 luglio 2026
IL PROVVEDIMENTO
Malato a causa dell’amianto, il Ministero risarcirà un ex finanziere
La sentenza del Consiglio di Stato
Ha dedicato oltre trent’anni della sua vita al servizio dello Stato, gran parte dei quali trascorsi a bordo delle unità navali della Guardia di Finanza. Una dedizione che, a distanza di tempo, ha pagato a caro prezzo sulla propria pelle. Oggi, a 78 anni, il maresciallo Claudio Apicella, originario di Castellammare di Stabia, ottiene l’ultimo e decisivo trionfo in tribunale: anche il Consiglio di Stato ha riconosciuto il suo pieno diritto all’equo indennizzo per la patologia asbesto-correlata contratta durante il servizio.
La decisione dei giudici
La sentenza della Seconda Sezione del Consiglio di Stato mette fine a un lunghissimo braccio di ferro legale, accogliendo il ricorso dell’ex finanziere di mare. I giudici hanno annullato il provvedimento con cui il Ministero dell’Economia e delle Finanze e il Comando Generale della Guardia di Finanza avevano revocato i benefici, condannando l’Amministrazione anche al pagamento delle spese di giudizio.
Una vita in sala macchine, poi la malattia
La storia di Apicella comincia nel 1965, anno del suo arruolamento nelle Fiamme Gialle. Fino al 1998 ha operato nel contingente di mare, prima come motorista e in seguito come direttore di macchina. Trentatré anni di turni quotidiani trascorsi all’interno delle sale macchine delle navi del Corpo, ambienti in cui all’epoca la presenza di amianto era massiccia e diffusa. Oggi l’ex maresciallo convive con l’asbestosi e con le placche pleuriche, malattie croniche e invalidanti causate proprio dall’inalazione delle fibre killer durante gli anni di servizio.
Il paradosso burocratico
Il percorso per vedere riconosciuti i propri diritti è stato tortuoso e segnato da un paradosso: dopo un iniziale via libera all’equo indennizzo da parte dello Stato, i ministeri competenti avevano clamorosamente fatto marcia indietro, revocando il provvedimento e arrivando a chiedere ad Apicella la restituzione delle somme già percepite.
La battaglia legale
Da lì è nata una straordinaria battaglia legale nei tre gradi di giudizio, che ha visto trionfare il militare su tutti i fronti: la Corte d’Appello di Firenze ha accertato per prima il nesso di causalità tra i turni sulle navi e l’insorgere della patologia; la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso avanzato dall’Avvocatura dello Stato, blindando in via definitiva lo status di “Vittima del dovere”; il Consiglio di Stato, infine, ha chiuso il cerchio sul fronte amministrativo, definendo il dietrofront del Ministero come “non adeguatamente motivato”.
“Una sentenza che restituisce onore”
Grande soddisfazione è stata espressa dall’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), che ha assistito il maresciallo in questa odissea giudiziaria. «Questa sentenza restituisce giustizia a un uomo che ha servito il Paese con onore. Il Consiglio di Stato ha riaffermato un principio fondamentale: i diritti dei lavoratori esposti all’amianto non possono essere negati o revocati con superficialità. La nostra battaglia non si ferma qui: ora andremo avanti per ottenere il pieno risarcimento di tutti i danni subiti».

