Poggiomarino | Longola riparte e sfida la paura dei roghi: «La cultura è più forte»
L'APPUNTAMENTO
5 luglio 2026
L'APPUNTAMENTO

Poggiomarino | Longola riparte e sfida la paura dei roghi: «La cultura è più forte»

La manifestazione per il rilancio del sito archeologico e naturalistico dopo gli incendi di un mese fa
Giovanna Salvati

La risposta ai roghi non è stata il silenzio, ma una piazza piena. La risposta alla violenza non è stata la resa, ma la scelta di tornare proprio lì dove le fiamme avevano provato a cancellare uno dei simboli culturali del territorio. Longola riparte dalla comunità. E lo fa trasformando il gran finale dell’Archeofestival in una manifestazione per la legalità, la memoria e il rilancio del Parco Archeologico Naturalistico devastato circa un mese fa da un incendio doloso che ha distrutto l’infopoint, i laboratori didattici, le aree gioco e gran parte delle strutture in legno.Un segnale forte, voluto dalla Commissione straordinaria che guida il Comune di Poggiomarino dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose, condiviso dal Parco Archeologico di Pompei, dalla Regione Campania, da oltre cinquanta associazioni del territorio e dalle autorità civili e militari. L’obiettivo era chiaro: dimostrare che lo Stato e la comunità non arretrano davanti all’illegalità.

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La risposta agli incendi che hanno devastato Longola non sarà il silenzio. Sarà la cultura. Sarà la presenza delle istituzioni.…

A fare da cornice all’iniziativa un sito unico, il villaggio protostorico dell’Età del Bronzo, considerato uno dei ritrovamenti archeologici più importanti d’Europa, oggi chiamato a rinascere dopo un attacco che ha colpito non solo delle strutture, ma un patrimonio identitario dell’intero comprensorio vesuviano.«Quando sono arrivata qui a Longola ho pensato che la prima cosa da fare fosse rilanciarla. Longola può essere davvero un’opportunità unica per i nostri territori», ha dichiarato la commissaria straordinaria Gabriella D’Orso, ribadendo la volontà dell’amministrazione commissariale di trasformare una ferita in occasione di rinascita.

Parole raccolte dal direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, che ha rilanciato l’impegno delle istituzioni culturali. «Questo sito dell’Età del Bronzo è importantissimo, il Ministero sta investendo tanto. Il gravissimo episodio dell’incendio è un motivo in più: deve diventare la scintilla per renderla ancora più bella di prima». E’ stato proprio il direttore del parco a mostrare alcuni reperti trovati nel corso degli scavi all’inizio del nuovo millennio.

Tra gli interventi più attesi anche quello del procuratore della Repubblica di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso, che ha voluto testimoniare la vicinanza dello Stato in una fase particolarmente delicata.«La mia presenza sta a simboleggiare la vicinanza delle istituzioni a queste comunità in un momento difficile. La Procura sta coordinando le indagini e questa manifestazione rappresenta il messaggio giusto. Questo raid incendiario è un’offesa all’intera comunità perché colpisce quello che dovrebbe rappresentare il volano dello sviluppo del territorio. I siti archeologici servono a rivitalizzare intere aree attraverso la bellezza e la valorizzazione del patrimonio culturale».Un concetto rilanciato anche dal consigliere regionale del Partito Democratico Giorgio Zinno, che ha invitato il territorio a fare della cultura e della legalità due pilastri imprescindibili.

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«Le fiamme non bruciano la cultura. Saremo tutti insieme per sostenere la rinascita e l’immediata bonifica dell’area interessata. Chiediamo anche un rilancio promozionale del sito archeologico», l’appello delle associazioni intervenute alla manifestazione.

Parallelamente il Gruppo Archeologico Terramare 3000, promotore dell’Archeofestival, ha lanciato l’iniziativa “Una frase per Longola”, raccogliendo messaggi di sostegno da parte di artisti, giornalisti, studiosi, amministratori e cittadini. I contributi saranno esposti in una mostra pubblica che accompagnerà il percorso di rilancio del sito.La scelta di non rinviare la chiusura dell’Archeofestival ha assunto così un valore che va ben oltre l’aspetto simbolico.

Dopo un incendio che ha tentato di cancellare uno dei luoghi più rappresentativi del patrimonio archeologico campano, la risposta è arrivata con la presenza delle istituzioni, delle associazioni e di centinaia di cittadini. Perché Longola non rappresenta soltanto un sito archeologico di 3.500 anni fa, ma una scommessa sul futuro di un territorio che vuole riscattarsi attraverso cultura, turismo e legalità. Il messaggio partito dal parco è netto: chi ha provato a spegnere Longola con il fuoco non ci è riuscito. Da oggi la sfida è trasformare quella devastazione nel punto di partenza per una rinascita ancora più forte.