Social World Film Festival: Premio alla Carriera per Enrico Lo Verso e spazio ai giovani con Nicky Passarella
Grandi sorprese per la seconda serata del Social World Film Festival. Il consueto appuntamento cinematografico prosegue in grande stile, confermando il forte legame tra il grande cinema italiano e i temi del sociale.
Grande protagonista della serata è stato Enrico Lo Verso, al quale è stato conferito il Premio alla Carriera 2026, il primo riconoscimento assegnato in questa edizione del festival. L’attore ha ricevuto il premio nell’Arena Fellini, allestita con gli arredi ecosostenibili realizzati da Forma Aperta, azienda specializzata nel packaging in cartone che ha trasformato gli scarti di lavorazione in sedie e tavoli, a testimonianza dell’attenzione della manifestazione anche ai temi della sostenibilità. Reduce dall’incontro con gli studenti del Social World Film Festival, Lo Verso ha sottolineato il valore del confronto con le nuove generazioni. «È bellissimo poter incontrare i ragazzi. Lo faccio spesso anche nella mia attività teatrale perché mi interessa capire la visione del mondo di chi è cresciuto diversamente da noi. Oggi il tempo è stato poco e mi sono perso nelle loro domande. Cerco sempre di trasmettere come vedo le cose e di dare i consigli giusti, anche se il mondo cambia così velocemente che non so se riesco ancora a stare al passo». L’attore ha poi riflettuto sul significato del suo mestiere, prendendo le distanze da una concezione troppo elitaria dell’arte. «La parola “cultura” non mi piace perché spesso allontana e spaventa le persone. Quello che facciamo è prima di tutto intrattenimento. Se poi riesce anche a lasciare qualcosa al pubblico, tanto meglio».
Non è mancata una riflessione sul cinema contemporaneo e sulle difficoltà dell’industria cinematografica. Secondo l’attore, oggi il rischio è quello di perdere indipendenza creativa a causa della crescente dipendenza dai finanziamenti e dalle logiche produttive. «La nostra fortuna resta la creatività. Se quella c’è, si parte già liberi. La libertà può trovarsi anche in una semplice inquadratura o in un modo diverso di raccontare una storia».
Tra gli ospiti più attesi della serata anche Nicky Passarella, giovane attrice già premiata dal Social World Film Festival come Attrice Esordiente, protagonista de Il fabbricante di lacrime. Anche lei ha preso parte all’incontro con gli studenti, raccontando l’emozione provata davanti all’entusiasmo dei più giovani. «Si vedeva che erano sognatori e avevano una grande voglia di fare domande. Da piccola io mi mettevo sempre in fondo, quindi vedere ragazzi così curiosi è stato davvero emozionante». Parlando del successo de Il fabbricante di lacrime, Passarella ha spiegato come il film sia riuscito a entrare in sintonia con il pubblico più giovane. «Racconta un amore difficile, qualcosa che non viviamo ogni giorno. Inoltre, per molti di noi era la prima esperienza importante e avevamo tutti tanta voglia di fare. Credo che questa autenticità sia arrivata al pubblico».
L’attrice ha poi ribadito l’importanza di affrontare temi sociali attraverso il cinema. «Più si parla di una cosa, più ci si rende conto che esiste. Oggi è facilissimo informarsi, ma proprio per questo spesso si finisce sommersi dalle notizie. La quantità non è qualità: bisogna continuare a dare spazio agli argomenti davvero importanti». Infine, un messaggio rivolto ai giovani che sognano una carriera nel mondo dello spettacolo. «Per capire chi si è serve tempo. Credo molto nell’importanza di prendersi dei momenti per sé stessi, perché è così che si cresce davvero. Spero di non sentirmi mai arrivata: quando pensi di aver raggiunto tutto, smetti di avere fame. È proprio il sentirmi ancora lontana dall’obiettivo che mi spinge a dare sempre il massimo». Sul rapporto con i social network conclude: «Non credo sia necessario mostrare ogni aspetto della propria vita. Ho scelto di condividere la versione di me che apprezzo di più».
La seconda serata rappresenta così un nuovo tassello di un cartellone ricco di incontri, proiezioni ed eventi che, anche quest’anno, trasformano Vico Equense in un punto di riferimento per il cinema sociale internazionale.

