Perquisizioni nelle sedi di Napoli, Bari e Filmauro: indagati Aurelio e Luigi De Laurentiis
L'OPERAZIONE
7 luglio 2026
L'OPERAZIONE

Perquisizioni nelle sedi di Napoli, Bari e Filmauro: indagati Aurelio e Luigi De Laurentiis

Inchiesta della guardia di finanza, i reati contestati sono false comunicazioni sociali e bancarotta fraudolenta
Andrea Ripa

Perquisizioni della Guardia di Finanza sono in corso nelle sedi della SSC Napoli, della SSC Bari e della Filmauro Srlnell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Bari che vede indagati Aurelio De Laurentiise il figlio Luigi De Laurentiis.L’indagine riguarda, a vario titolo, i reati di false comunicazioni sociali e bancarotta fraudolenta.

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Secondo quanto emerge, a Luigi De Laurentiis, amministratore unico della SSC Bari, viene contestata l’ipotesi di false comunicazioni sociali in relazione al bilancio d’esercizio 2024 della società biancorossa. L’inchiesta coinvolge anche Aurelio De Laurentiis, presidente del consiglio di amministrazione della SSC Napoli e legale rappresentante della Filmauro Srl, società proprietaria del club pugliese.L’ipotesi di bancarotta fraudolenta è collegata alla richiesta di apertura della procedura di liquidazione giudiziale avanzata a seguito dello stato di insolvenza della società sportiva barese.Le Fiamme Gialle stanno acquisendo documentazione ritenuta utile alle indagini nelle sedi delle tre società. Al momento l’attività investigativa è ancora in corso e gli accertamenti sono finalizzati a ricostruire gli aspetti contabili e gestionali oggetto dell’inchiesta della Procura di Bari.

L’iscrizione nel registro degli indagati e le perquisizioni rappresentano una fase delle indagini preliminari e, come previsto dall’ordinamento, la posizione degli indagati dovrà essere valutata nel prosieguo del procedimento, nel pieno rispetto della presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

 

Le operazioni nel mirino – C’è l’operazione di cessione di un giocatore, il portiere Elia Caprile, tra le contestazioni mosse dalla Procura di Bari a Luigi e Aurelio De Laurentiis. Le perquisizioni in corso, infatti, riguardano anche tre direttori sportivi e un procuratore di calcio, non indagati, che sarebbero intervenuti, a diverso titolo, nella cessione di Caprile tra le due società SSC Bari e SSC Napoli per la quale, – spiega la Gdf – nel bilancio della società barese si ritiene siano stati “esposti fatti materiali rilevanti non rispondenti al vero, ovvero omesse informazioni la cui esposizione era necessaria ai fini di una corretta valutazione della situazione economica, patrimoniale e finanziaria della società”.

In particolare, il Bari calcio dopo aver acquistato il cartellino di Caprile dalla società calcistica inglese Leeds Fc, per il quale aveva riconosciuto premi connessi all’eventuale valore di rivendita, lo avrebbe a sua volta rivenduto al Napoli per 2,2 milioni di euro a luglio 2023, “in assenza – spiegano gli investigatori – di qualsivoglia clausola di partecipazione al futuro plusvalore”. Plusvalore che effettivamente poi si sarebbe concretizzato perché Caprile è poi stato venduto al Cagliari Calcio per circa 8 milioni di euro. I destinatari delle perquisizioni per questa vicenda (non indagati) sono i direttori sportivi di Bari, Ciro Polito e Napoli, Cristiano Giuntoli fino al giugno 2023 e Mauro Meluso da luglio 2023 a maggio 2024, oltrre al procuratore sportivo di Caprile Graziano Battistini.

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Dalla consulenza tecnica disposta dalla Procura di Bari, emerge che a luglio 2023, in un periodo in cui la SSC Bari “versava in uno stato di erosione totale del capitale sociale in ragione di perdite sistemiche dal 2019 al 2024”, ha ceduto il calciatore Caprile alla SSC Napoli. Quindi, è spiegato negli atti, dopo la permanenza nelle fila del Bari calcio, è avvenuta l’operazione di cessione al prezzo di 2,2 milioni di euro, concretizzando in tal modo il trasferimento integrale anche del potenziale plusvalore futuro. La SSC Napoli, infatti, dopo averlo impiegato in misura “del tutto marginale” in prima squadra, si legge negli atti, limitandone l’utilizzo a sole quattro presenze ufficiali nell’arco di due stagioni, avrebbe provveduto a valorizzare il calciatore mediante prestito all’Empoli Calcio, “modalità che ha consentito a Caprile di maturare esperienza, visibilità e valore di mercato”, fino alla successiva cessione a titolo definitivo al Cagliari Calcio, per un importo stimato in circa 8 milioni di euro, con realizzazione di una plusvalenza rilevante (circa 7 milioni), “totalmente sottratta alla SSC Bari”.

 

I De Laurentiss «esterrefatti»

La nota di Bari, Napoli e dei De Laurentiis: «SSC Bari, SSC Napoli, Aurelio e Luigi De Laurentiis hanno appreso esterrefatti le contestazioni sollevate nel decreto di perquisizione e sequestro emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari, ed eseguito questa mattina.Il rilievo degli inquirenti riguarda il trasferimento tra società infragruppo di un calciatore, Elia Caprile, il cui valore era stato quantificato, mediante perizia giurata, prima del perfezionamento dell’operazione, da un soggetto terzo, indipendente e professionista autorevole, già consulente dell’Autorità giudiziaria, e fortemente accreditato nel settore calcistico, del tutto estraneo agli indagati. – si legge – Lascia basiti, poi, la richiesta di liquidazione giudiziale di SSC Bari, proposta dalla medesima Procura, ai sensi dell’articolo 38 CCI, trattandosi di società assolutamente rispettosa dei propri impegni economici, le cui perdite di esercizio – fisiologiche nel settore calcistico – vengono sistematicamente coperte dall’intervento della proprietà con risorse proprie.SSC Bari, SSC Napoli, Aurelio e Luigi De Laurentiis esprimono con serenità la ferma convinzione che la loro posizione sarà rapidamente chiarita presso la competente Autorità Giudiziaria auspicando la tempestiva richiesta di archiviazione del procedimento tenuto conto della estrema serietà con cui quotidianamente i soggetti coinvolti operano, ed hanno sempre operato, nel pieno e scrupoloso rispetto della legge, dei principi contabili e delle norme federali».