Rischio Vesuvio, anche Trecase dice «no» alla deportazione
IL PROTOCOLLO
7 luglio 2026
IL PROTOCOLLO

Rischio Vesuvio, anche Trecase dice «no» alla deportazione

Siglato l'accordo tra l'amministrazione e la Fondazione Convivenza Vesuvio: in caso di eruzione nessuna fuga al nord ma «accoglienza» in Campania
Andrea Ripa

Prosegue il percorso della Fondazione Convivenza Vesuvio per promuovere un modello alternativo al Piano nazionale di emergenza per il rischio Vesuvio. Nella giornata di oggi è arrivata una doppia novità: il Comune di Trecase ha sottoscritto il protocollo d’intesa promosso dalla Fondazione, diventando il quattordicesimo Comune della zona rossa ad aderire al progetto, mentre una delegazione ha incontrato in Regione Campania l’assessore alla Protezione Civile Fiorella Zabatta per approfondire gli aspetti tecnici della proposta.

L’obiettivo della Fondazione resta quello di modificare l’attuale modello di evacuazione previsto dal piano nazionale, che in caso di eruzione contempla il trasferimento di centinaia di migliaia di cittadini vesuviani verso diverse regioni italiane, in gran parte del Nord. La proposta avanzata punta invece a una ricollocazione programmata nelle aree interne della Campania e nelle regioni limitrofe, con l’intento di mantenere unite le comunità e limitare l’impatto sociale ed economico dello sfollamento.«Accogliamo con grande soddisfazione questo nuovo importante risultato, che conferma come il percorso intrapreso dalla Fondazione Convivenza Vesuvio stia raccogliendo sempre più consenso tra le istituzioni», ha dichiarato il presidente della Fondazione, Vincenzo Coronato.

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«L’obiettivo – spiega Coronato – resta quello di costruire un modello alternativo e concreto rispetto all’attuale Piano nazionale di emergenza, evitando il trasferimento forzato di centinaia di migliaia di cittadini vesuviani verso le regioni del Nord Italia. La nostra proposta punta invece a un ricollocamento programmato nelle aree interne della Campania e delle regioni limitrofe, tutelando allo stesso tempo la sicurezza delle persone, il tessuto sociale e l’economia del territorio».

L’incontro in Regione

Parallelamente alla firma del protocollo con Trecase, la delegazione della Fondazione ha incontrato a Palazzo Santa Lucia l’assessore regionale alla Protezione Civile, Fiorella Zabatta, dopo il confronto già avviato con il Dipartimento nazionale della Protezione Civile.Secondo quanto riferito dalla Fondazione, dall’incontro sarebbe emersa la disponibilità della Regione Campania a sostenere un percorso istituzionale condiviso e a favorire la nascita di una cabina di regia nazionale dedicata al tema del rischio Vesuvio. All’incontro ha partecipato anche Pierluigi Aliperta, neo assessore del Comune di Terzigno e da anni impegnato sul progetto.

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L’appello a Portici

Soddisfazione è stata espressa anche dal deputato Alessandro Caramiello, presidente dell’Intergruppo parlamentare Sviluppo Sud, che ha annunciato l’intenzione di proseguire il dialogo con i Comuni che non hanno ancora aderito all’iniziativa.«Continueremo senza fermarci. Riproveremo anche con il Comune di Portici, unico a non aver firmato, perché riteniamo fondamentale che una città strategica dell’area vesuviana possa entrare a far parte di questo percorso istituzionale nell’interesse dei propri cittadini», ha dichiarato.

Per la Fondazione, il crescente numero di adesioni rappresenta un segnale importante verso una revisione del sistema di pianificazione dell’emergenza vulcanica. «La convivenza con il Vesuvio – conclude Coronato – non può essere fondata sulla paura o sullo spopolamento del territorio. Serve una pianificazione moderna, scientifica e condivisa, capace di proteggere la popolazione senza cancellare l’identità, la storia e il futuro delle comunità vesuviane. I risultati raggiunti finora dimostrano che questa visione è sempre più condivisa».

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