Torre Annunziata: dallo staff del sindaco al Giraud, le motivazioni dello scioglimento
Non soltanto i presunti rapporti tra amministratori e ambienti della criminalità organizzata. La relazione con cui la Prefettura di Napoli ha motivato lo scioglimento del Comune di Torre Annunziata dedica ampio spazio anche alla gestione amministrativa dell’ente, ricostruendo una serie di criticità che, secondo la Commissione d’accesso, si sono protratte dalle amministrazioni Starita e Ascione fino all’attuale governo cittadino guidato dal sindaco Corrado Cuccurullo.
Nelle 23 pagine pubblicate in Gazzetta Ufficiale trovano spazio rilievi sullo staff del sindaco, sulle società partecipate, sullo stadio Giraud, sulla gestione dei beni confiscati, sugli sgomberi degli immobili occupati abusivamente, sulla videosorveglianza, sulla gara per le strisce blu e sul funzionamento della macchina comunale.
Torre Annunziata, il caso del capo staff
Tra gli episodi ritenuti più significativi figura quello dell’ex capo staff del sindaco, Pierpaolo Telese, dimessosi dopo appena sei mesi dall’incarico. La relazione richiama il legame sentimentale con una persona imparentata con appartenenti al clan Gallo-Cavalieri e ripercorre la procedura che portò alla sua nomina. Nel documento viene richiamata anche l’inchiesta pubblicata da Metropolis sul bando predisposto per il conferimento dell’incarico fiduciario, successivamente finito al centro degli accertamenti della Guardia di Finanza e culminato con le dimissioni del capo staff.
La festa abusiva e l’abbraccio con Tony Marciano
La Commissione dedica un passaggio anche alla partecipazione del sindaco Corrado Cuccurullo alla festa del rione Deriver del giugno 2025. La relazione ricorda la presenza del primo cittadino sul palco insieme al cantante neomelodico Tony Marciano durante una manifestazione che, secondo il documento, si svolse senza le autorizzazioni del Suap per l’occupazione del suolo pubblico. Anche questa vicenda era stata ricostruita da Metropolis ed è richiamata nella relazione prefettizia. Marciano fu arrestato nel 2012 nell’ambito del blitz antimafia “Santa Priscilla” contro il clan Gionta; l’aggravante mafiosa fu successivamente esclusa, mentre nel 2017 è stato condannato in via definitiva a quattro anni di reclusione per traffico di stupefacenti.
Giraud, strisce blu e beni confiscati
Uno dei capitoli più articolati riguarda la gestione dei servizi e del patrimonio comunale. La Prefettura richiama la vicenda dello stadio Alfredo Giraud, evidenziando l’utilizzo dell’impianto in assenza di una convenzione sottoscritta e i ritardi nelle verifiche di agibilità e nelle autorizzazioni. Criticità vengono segnalate anche per la procedura di affidamento della gestione delle strisce blu, rimasta bloccata con il rischio di un danno economico per l’ente.
La relazione si sofferma inoltre sulla gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata, ritenuta caratterizzata da ritardi e carenze amministrative, e richiama le difficoltà nelle procedure di sgombero degli immobili occupati abusivamente. Un ulteriore rilievo riguarda il sistema di videosorveglianza cittadino, con ritardi nell’attivazione degli impianti e nella piena operatività di uno strumento considerato strategico per il controllo del territorio.
Partecipate e macchina comunale
Nel documento trovano spazio anche le società partecipate, con rilievi sulle procedure di gestione e su alcune posizioni ritenute meritevoli di approfondimento. Tra queste viene richiamata anche la vicenda di un dipendente riconducibile a un familiare del boss Umberto Onda.
La Commissione dedica poi un intero capitolo alla struttura burocratica del Comune. Su 171 dipendenti in servizio o in congedo, 44 risultano gravati da precedenti di polizia o penali, dato che la Prefettura considera indice di una particolare vulnerabilità dell’apparato amministrativo.
Un quadro che attraversa più amministrazioni
La relazione non limita le proprie valutazioni all’attuale amministrazione, ma ricostruisce una continuità con le criticità già emerse durante la giunta Starita, proseguite con l’amministrazione Ascione, sciolta nel 2022 per infiltrazioni mafiose, e non interrotte durante il successivo periodo commissariale. Nelle conclusioni la Prefettura parla di una «profonda e diffusa illegalità» e di una compromissione dell’imparzialità amministrativa, ritenendo che l’insieme delle criticità rilevate abbia determinato le condizioni che hanno portato il Governo allo scioglimento del Consiglio comunale di Torre Annunziata.

