Torre Annunziata: staff, appalti e rapporti con i clan nella relazione sullo scioglimento
La relazione
8 luglio 2026
La relazione

Torre Annunziata: staff, appalti e rapporti con i clan nella relazione sullo scioglimento

Diffuse con numerosi omissis le motivazioni che hanno portato allo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni camorristiche
Antonio Di Martino

Pubblicata in Gazzetta Ufficiale la relazione della Prefettura di Napoli che ha portato allo scioglimento del Comune di Torre Annunziata per infiltrazioni camorristiche. Il documento, diffuso con numerosi omissis, ricostruisce le criticità riscontrate dalla Commissione d’accesso.

Tra queste figurano presunti collegamenti tra amministratori e ambienti della criminalità organizzata, continuità con le precedenti gestioni già sciolte, anomalie nella gestione di appalti, beni confiscati e società partecipate, criticità nei procedimenti urbanistici e una struttura burocratica ritenuta vulnerabile. È su questo quadro che il Governo, lo scorso mese, ha disposto lo scioglimento del Consiglio comunale.

Le motivazioni pubblicate in Gazzetta Ufficiale

A quasi un mese dallo scioglimento del Comune sono state pubblicate le motivazioni alla base del provvedimento. La Gazzetta Ufficiale riporta la relazione della Prefettura con numerosi omissis. Il documento contiene la relazione con cui la Prefettura di Napoli ha trasmesso al Ministro dell’Interno gli esiti degli accertamenti svolti dalla Commissione d’accesso sul Comune di Torre Annunziata.

Diffuso con numerosi omissis per tutelare le indagini e i soggetti coinvolti, costituisce la base istruttoria che ha portato allo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni della criminalità organizzata, ai sensi dell’articolo 143 del Testo unico degli enti locali.

Torre Annunziata, le criticità evidenziate dalla Commissione

Nelle 23 pagine della relazione viene ricostruito il quadro emerso nel corso dell’attività ispettiva. Il documento richiama la continuità rispetto alle precedenti amministrazioni già interessate da analoghi provvedimenti. Fa inoltre riferimento alla presenza di rapporti ritenuti significativi tra esponenti politici, amministrativi e ambienti della criminalità organizzata. Vengono evidenziate anche criticità nella gestione dell’apparato comunale, degli appalti, delle società partecipate, dei beni confiscati e dei procedimenti urbanistici.

La Commissione dedica un’ampia parte dell’analisi alla struttura burocratica dell’ente. Evidenzia che, tra i 171 dipendenti in servizio o in congedo, 44 risultano gravati da precedenti di polizia o penali. Un elemento ritenuto sintomatico della vulnerabilità dell’apparato amministrativo.

Nelle conclusioni la Prefettura parla di una «profonda e diffusa illegalità» e di una compromissione dell’imparzialità e del buon andamento dell’azione amministrativa. Ritiene quindi sussistenti i presupposti per lo scioglimento del Comune.

La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale rende ora consultabile una parte della relazione istruttoria, seppure con ampie parti oscurate dagli omissis. Il documento conferma il quadro che ha portato il Governo ad adottare il provvedimento di scioglimento dell’ente oplontino.