I vescovi della Campania: «Il bene comune venga prima degli interessi di parte»
IL MESSAGGIO ALLE ISTITUZIONI
8 luglio 2026
IL MESSAGGIO ALLE ISTITUZIONI

I vescovi della Campania: «Il bene comune venga prima degli interessi di parte»

Da Pompei l'appello della Conferenza episcopale campana: dignità della persona, tutela dei più fragili e responsabilità per il futuro della regione.
Marco Cirillo

Un appello forte dei vescovi, rivolto alla coscienza delle istituzioni, della politica e dell’intera società civile, affinché il bene comune torni a prevalere sugli interessi di parte. È il messaggio lanciato dalla Conferenza episcopale campana con il documento dal titolo «Per la dignità della persona e il bene della Campania», presentato nella sede della Cec, in piazza Bartolo Longo a Pompei, dal presidente, il vescovo di Acerra monsignor Antonio Di Donna, e dal segretario, il vescovo di Teggiano-Policastro monsignor Antonio De Luca.

L’appello dei vescovi
Come si legge sulle pagine social del Pontificio Santuario di Pompei, i vescovi invocano un sussulto di dignità e di responsabilità che sappia mettere il bene comune, la dignità della persona e la responsabilità verso la nostra terra al di sopra degli interessi di parte. Un richiamo che riprende il messaggio affidato da Papa Leone alla Campania durante la sua recente visita nella regione e che, pur rivolgendosi alle comunità cristiane, interpella direttamente amministratori, rappresentanti politici e quanti sono chiamati ad assumere decisioni che incidono sul futuro del territorio.

L’invito a difendere i più fragili
I vescovi precisano che la Chiesa non intende sostituirsi alla politica o all’amministrazione pubblica. Ma ribadiscono di non poter restare indifferente davanti a decisioni che toccano profondamente la vita delle persone. Specialmente dei più fragili. Da qui la richiesta di un discernimento serio, condiviso e libero da contrapposizioni ideologiche. Accompagnata dalla disponibilità a un confronto prima delle scelte decisive. Ampio spazio è dedicato alla tutela della vita in ogni sua fase.

Il dibattito
Il documento richiama il dibattito sul fine vita, la necessità di rafforzare cure palliative e accompagnamento ai malati. Ma anche le preoccupazioni sulla deospedalizzazione dell’aborto, ritenendo che questioni così delicate non possano essere ridotte a semplici procedure.

Le emergenze sociali
L’appello affronta inoltre le principali emergenze sociali della Campania. Le difficoltà della sanità pubblica e la migrazione sanitaria, il sovraffollamento delle carceri, la condizione dei migranti, delle comunità Rom, dei senza dimora e delle famiglie in povertà. Senza dimenticare lavoro sfruttato, caporalato, criminalità organizzata, Terra dei Fuochi, spopolamento delle aree interne e disagio giovanile. Non manca, però, un messaggio di fiducia.