Boscoreale | Ucciso a 18 anni, il killer in cella: «Non mi pento di nulla»
CAMORRA
9 luglio 2026
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Boscoreale | Ucciso a 18 anni, il killer in cella: «Non mi pento di nulla»

L'assassino di Pasquale Nappo intercettato in carcere: «Non devo chiedere scusa a nessuno»
Michele De Feo

Nessun segno di pentimento, neppure davanti ai familiari. Anzi, intercettato durante un colloquio in carcere, Giuseppe Esposito avrebbe rivendicato con decisione il proprio ruolo nel raid costato la vita al diciottenne Pasquale Nappo, ucciso nella notte tra il 2 e il 3 novembre 2024 in piazza Pace, a Boscoreale. «Io non devo chiedere scusa a nessuno», avrebbe detto il giovane, respingendo anche l’invito dei parenti a mostrare almeno un gesto di ravvedimento «per il popolo». La risposta sarebbe stata netta: «Assolutamente no». Le nuove intercettazioni, depositate dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli nel corso dell’ultima udienza davanti alla Corte d’Assise, rappresentano un ulteriore tassello dell’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Valentina Sincero e dall’aggiunto Sergio Ferrigno.

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Il materiale investigativo, frutto di intercettazioni telefoniche, ambientali e tramite trojan, potrebbe rafforzare il quadro accusatorio nei confronti di Esposito, 19 anni, e Antonio Abbruzzese, 24 anni. I due imputati si erano costituiti spontaneamente ai carabinieri di Torre Annunziata poche ore dopo il delitto, una volta appreso della morte del giovane. In quella fase avevano ammesso di aver esploso i colpi di pistola, sostenendo però di aver sparato senza l’intenzione di uccidere e parlando di una reazione a una lite avvenuta alcuni giorni prima. Per la Procura, invece, non si è trattato di un gesto impulsivo, ma di una spedizione punitiva pianificata.

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Ai due vengono contestati i reati di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dal metodo mafioso. Secondo gli inquirenti, Pasquale Nappo fu colpito solo perché appartenente al gruppo di ragazzi coinvolto nella precedente discussione. La famiglia della vittima, assistita dall’avvocato Gennaro De Gennaro, si è costituita parte civile nel processo.Il nuovo materiale investigativo rischia ora di indebolire la linea difensiva degli imputati, rappresentati dagli avvocati Antonio Iorio e Mauro Porcelli, finora fondata sulla tesi che l’obiettivo fosse soltanto intimidire il gruppo rivale e non provocare una morte. Uno dei tre proiettili esplosi durante il raid colpì però Pasquale Nappo all’ascella, recidendo un’arteria vitale. Il ragazzo morì poco dopo il trasporto all’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia. Il processo proseguirà a fine ottobre, quando la Corte sarà chiamata a valutare anche il peso delle nuove intercettazioni depositate dall’accusa.