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IL CASO
9 luglio 2026
IL CASO
Casola | choc al torneo di Sant’Antonio: rissa tra giocatori e pubblico, preso a schiaffi un arbitro
La condanna del sindaco Rosalba: «No ai violenti, lo sport è rispetto»
Una partita tesa, nervosa, giocata sul filo della tensione. Poi il triplice fischio e, in pochi istanti, il campo si è trasformato nel teatro di una rissa. È accaduto l’altra sera a Casola di Napoli, durante una delle semifinali del Torneo di Sant’Antonio, manifestazione sportiva molto seguita dalla comunità locale.Secondo quanto ricostruito, al termine dell’incontro gli animi, già accesi nel corso della gara, sono definitivamente esplosi. Dalle proteste si è passati agli spintoni e, nel giro di pochi secondi, parte del pubblico ha invaso l’area di gioco dando vita a una violenta colluttazione che ha coinvolto alcuni calciatori e il direttore di gara.
Ad avere la peggio è stato proprio l’arbitro, raggiunto da alcuni schiaffi durante i momenti più concitati della rissa. Attimi di forte tensione che hanno richiesto l’intervento dei presenti per riportare la calma ed evitare conseguenze ancora più gravi. L’episodio ha inevitabilmente gettato un’ombra su una manifestazione nata con l’obiettivo di promuovere lo sport come momento di aggregazione, condivisione e partecipazione.L’accaduto ha suscitato profondo disappunto nella comunità casolana.
A intervenire pubblicamente è stato il sindaco, Alfredo Rosalba, che ha condannato con fermezza quanto avvenuto, definendo l’aggressione al direttore di gara «un episodio grave e inaccettabile».«La violenza non può trovare spazio nello sport, né tantomeno nella nostra comunità», ha dichiarato il primo cittadino, sottolineando come il comportamento di pochi non possa cancellare il lavoro portato avanti negli ultimi mesi da chi ha organizzato il torneo.
Nel suo intervento il sindaco ha rivolto un ringraziamento al consigliere delegato allo Sport, Alfonso Sorrentino, ai giovani volontari che hanno collaborato all’organizzazione e all’associazione “Abili alla Vita APS”, guidata dal presidente Pasquale Santarpia, per l’impegno profuso nella realizzazione della manifestazione.Un pensiero è stato rivolto anche ai tanti ragazzi che hanno partecipato al torneo nel rispetto delle regole e dello spirito sportivo. «Sono loro il vero volto dello sport e il miglior esempio per la nostra comunità», ha affermato il sindaco, rilanciando il significato della finale come momento di riscatto dopo quanto accaduto.L’appello è rivolto a tutta la cittadinanza affinché la partita conclusiva diventi un’occasione per riaffermare i valori del fair play e del rispetto reciproco. «Non lasciamo che un gesto sbagliato oscuri ciò che di bello Casola di Napoli sa costruire ogni giorno.
Insieme dimostriamo che il rispetto è la vittoria più importante», ha concluso il primo cittadino.Resta l’amarezza per una serata che avrebbe dovuto essere soltanto una festa di sport e che, invece, è finita con un’aggressione e scene di violenza che poco hanno a che vedere con i valori che il Torneo di Sant’Antonio intende promuovere.
«Quanto accaduto al campo sportivo di Casola di Napoli, durante il torneo di Sant’Antonio, è di una gravità inaudita. Lo sport dovrebbe essere un momento di aggregazione, di festa, dovrebbe insegnare il rispetto delle regole e delle persone, invece il campo di Casola si è trasformato in un ring, dove insulti e violenza hanno preso il sopravvento. Le frasi di circostanza e la banale condanna dell’episodio lasciano il tempo che trovano. A Casola le tensioni sono quotidiane, c’è malcontento diffuso. La realtà è questa, basta farsi un giro tra le strade cittadine e incontrare gente per rendersene conto. Questo episodio di violenza è un campanello d’allarme, che non può essere fatto passare come un caso isolato. È necessario agire con fatti e determinazione», ha detto il consigliere comunale indipendente Michele Inserra.

