I fedelissimi di Vannacci: «In Campania condono necessario»
Il lavoro stabile come priorità assoluta per Napoli, l’applicazione del terzo condono edilizio in Campania per fermare le demolizioni e una linea di fermezza, ma senza pregiudizi, sui temi dell’immigrazione e della sicurezza. Sono questi i pilastri programmatici illustrati da Catello Di Capua, neo coordinatore regionale di Futuro Nazionale (FnV), il movimento politico guidato dal generale Roberto Vannacci, in vista delle elezioni comunali del prossimo anno.
Il partito al via
Nel corso di una conferenza stampa a cui ha preso parte anche il deputato Attilio Pierro, l’avvocato Di Capua ha tracciato la rotta del partito, rivendicando un forte radicamento popolare e la capacità di intercettare il consenso sia dei cittadini che di esponenti istituzionali del territorio.
L’emergenza occupazione
Per Di Capua, la madre di tutte le battaglie all’ombra del Vesuvio resta il lavoro “vero”, inteso come contratto a tempo indeterminato. Un’emergenza sociale cronica che persiste nonostante «anni di rivendicazioni, Cassa del Mezzogiorno e finanziamenti a pioggia».
Le criticità storiche
Secondo il coordinatore di FnV, le sacche di emarginazione non colpiscono più solo le periferie, ma chiunque resti escluso dai cosiddetti «cerchi magici della politica». Accanto alla disoccupazione, il movimento accende i riflettori sulle criticità storiche di Napoli: la sanità, la carenza di alloggi e la sicurezza, intesa come controllo del territorio sia nei quartieri periferici che nel centro cittadino.
Battaglie trasversali: Rc auto e Tangenziale
Rivendicando la natura di un movimento che “nasce dal basso”, Di Capua ha proposto un approccio pragmatico e privo di steccati ideologici su questioni che penalizzano quotidianamente i cittadini campani: tariffe rc-auto «serve un’azione trasversale per calmierare i prezzi»; pedaggio della tangenziale «un vero e proprio abominio economico e infrastrutturale da contrastare con fermezza».
Il nodo del terzo condono edilizio
Sul fronte dell’Urbanistica, Di Capua ha definito l’abusivismo di necessità «il problema dei problemi». Al centro della proposta c’è lo sblocco del terzo condono edilizio (quello varato nel 2003 dal governo Berlusconi), mai applicato in Campania per via della competenza concorrente della Regione.
La questione demolizioni
Una paralisi che ha generato centinaia di migliaia di procedure di demolizione pendenti: «Ai ritmi attuali servirebbero tra i 100 e i 200 anni per completarle, siamo davanti a un inevitabile dramma sociale», ha spiegato. L’obiettivo dichiarato non è permettere nuove costruzioni, ma tutelare chi nel 2003 versò regolarmente gli oneri di concessione allo Stato senza mai ottenere né il condono né la restituzione del denaro.
Immigrazione e identità
Infine, sul tema dell’immigrazione, la linea di Futuro Nazionale ricalca i canoni del rigore: chi giunge in Italia deve rispettarne le leggi, mentre chi delinque o pratica il contrabbando deve essere rimpatriato. Di Capua ha tuttavia respinto le accuse di intolleranza: «La narrazione che ci attribuisce pregiudizi legati alla religione o all’orientamento sessuale è puramente strumentale. Per noi contano il rispetto delle regole e la risoluzione delle emergenze concrete dei cittadini».

