Torre del Greco, distrutto dopo tre giorni il campo di beach volley sulla spiaggia libera
Torre del Greco. È durato meno di tre giorni il campo di beach volley installato dall’amministrazione comunale sulla spiaggia libera della Litoranea, nel tratto compreso tra il lido Miramare e lo stabilimento balneare La Perla.
L’iniziativa – pensata per offrire gratuitamente uno spazio di sport e aggregazione durante l’estate – è stata cancellata nel giro di una notte.
Ignoti hanno infatti danneggiato e smontato l’impianto, abbattendo la rete e rimuovendo le attrezzature che delimitavano il terreno di gioco.
Il risultato è stato scoperto nelle prime ore del mattino da uno dei frequentatori abituali dell’arenile, che da tempo si occupa spontaneamente della pulizia della spiaggia.
Davanti ai suoi occhi il campo era ormai inutilizzabile: rete, paletti e delimitazioni erano stati danneggiati. Così l’intera struttura è stata arrotolata e accantonata in un angolo.
Un epilogo che arriva dopo le proteste di alcuni bagnanti, contrari alla presenza del campo perché ritenuto una limitazione dello spazio a disposizione sulla spiaggia libera.
Contestazioni che, evidentemente, hanno preceduto un gesto ben più grave: la distruzione di un bene pubblico realizzato per essere utilizzato gratuitamente da tutti.
L’impianto era nato nell’ambito del progetto promosso dall’assessorato alle Politiche giovanili con l’obiettivo di animare il litorale attraverso attività sportive accessibili e favorire momenti di aggregazione tra i giovani.
Un’iniziativa che puntava anche a responsabilizzare i cittadini nella cura degli spazi comuni e nel rispetto delle strutture pubbliche.
A distanza di appena pochi giorni, il progetto si è invece scontrato con l’ennesimo episodio di inciviltà all’ombra del Vesuvio.
A farne le spese non è soltanto una rete da beach volley, ma un servizio destinato all’intera collettività e finanziato con risorse pubbliche.
Ancora una volta, un intervento pensato per valorizzare un’area della città viene compromesso da chi considera il bene comune un ostacolo anziché un’opportunità.
Ora il materiale recuperato è stato sistemato ai margini della spiaggia, in attesa che l’amministrazione comunale decida se ripristinare il campo o rinunciare definitivamente all’iniziativa.
Una scelta che inevitabilmente dovrà tenere conto di quanto accaduto e della capacità, finora dimostrata da una parte dei frequentatori dell’arenile, di rispettare ciò che appartiene a tutti.

