INCONTRI DI VALORE
14 Luglio 2026
INCONTRI DI VALORE

Carlo Cottarelli: «Capire l’economia è il primo passo per capire il Paese»

Ospite della rassegna "Incontri di Valore", diretta da Nicola Ruocco, l'economista presenta "L'economia facile": «Capire inflazione, pensioni e tasse significa comprendere le scelte che incidono sulla nostra vita». Poi l'analisi sul Paese: «Servono meno burocrazia, più imprese, energia competitiva e immigrazione regolare»
Alessandra Boccia

Capire l’economia significa capire il presente. Non è una questione riservata agli esperti, ma uno strumento indispensabile per interpretare le scelte che incidono sulla vita quotidiana: dall’aumento dei prezzi ai mutui, dalle pensioni ai risparmi. È da questa convinzione che parte Carlo Cottarelli, ospite della rassegna “Incontri di Valore”, diretta da Nicola Ruocco, dove ha presentato il suo ultimo libro, L’economia facile.

L’obiettivo del volume è ambizioso quanto necessario: rendere accessibili temi che spesso vengono percepiti come troppo complessi. «L’economia può sembrare una materia difficile – spiega Cottarelli – ma molti concetti diventano comprensibili se vengono spiegati con parole semplici. E soprattutto sono argomenti che riguardano la vita di tutti i giorni». Dall’inflazione ai tassi d’interesse, passando per pensioni e risparmio, il libro affronta le domande che ogni cittadino, prima o poi, si pone. «Perché aumentano i prezzi? Conviene scegliere un mutuo a tasso fisso o variabile? Ha senso costruire una pensione integrativa? Dove finiscono i contributi che versiamo durante la vita lavorativa?».

Interrogativi concreti, lontani dalle formule accademiche, che diventano il punto di partenza per avvicinare il grande pubblico a una materia spesso considerata distante. L’incontro è stato anche l’occasione per riflettere sullo stato di salute dell’economia italiana. Per descrivere il Paese, Cottarelli sceglie un’immagine tanto semplice quanto efficace: quella di una tartaruga. «Siamo più robusti rispetto a quindici anni fa, la nostra corazza è sicuramente più forte. Il problema è che continuiamo a muoverci troppo lentamente».

Una metafora che sintetizza la condizione dell’Italia: maggiore solidità rispetto alle grandi crisi del passato, ma una crescita economica ancora insufficiente, soprattutto se confrontata con quella di altri Paesi del Sud Europa. «Spagna, Portogallo, Grecia e Cipro avevano perso terreno come noi nei primi anni di questo secolo, ma oggi stanno recuperando molto più rapidamente.

L’Italia, invece, continua a crescere a un ritmo troppo lento e questo incide direttamente sul reddito delle famiglie e sulla competitività del sistema economico». Per invertire questa tendenza, secondo l’economista, non bastano interventi occasionali, ma serve una strategia capace di rendere il Paese più competitivo. «La crescita la fanno le imprese. Per questo bisogna creare un contesto in cui sia più semplice fare attività economica».

Le priorità individuate da Cottarelli sono chiare: ridurre la burocrazia, alleggerire la pressione fiscale attraverso una revisione della spesa pubblica, abbassare il costo dell’energia investendo nelle fonti rinnovabili senza rinunciare al dibattito sul nucleare. Tra le sfide che attendono il Paese c’è anche quella demografica. «Le imprese hanno bisogno di lavoratori e l’Italia oggi non ne produce abbastanza. Serve un flusso regolare di migranti, programmato e gestito, perché il sistema produttivo possa continuare a crescere».

Un’analisi lucida, che evita slogan e semplificazioni, ma parte da un principio preciso: comprendere l’economia significa acquisire gli strumenti per leggere il presente e affrontare con maggiore consapevolezza le sfide del futuro. Perché dietro ogni dato economico ci sono decisioni che incidono direttamente sulla vita dei cittadini e sulle prospettive del Paese.