Pio Esposito, un pezzo di scudetto ha origini stabiesi
C’è chi sogna una carriera passo dopo passo e chi, invece, accelera all’improvviso. Pio Esposito appartiene alla seconda categoria. A…
Da ventotto anni il Club Inter Ottaviano rappresenta un punto di riferimento per gli interisti del territorio, ma anche per il mondo del volontariato e dell’impegno sociale. A raccontarne la storia è il presidente Mariano Visone, alla guida del club sin dalla sua fondazione, in un viaggio tra ricordi, valori e progetti che vanno ben oltre il calcio.
La nascita nel 1998
«Il Club è nato nel 1998 e quest’anno festeggiamo il ventottesimo anniversario», racconta con orgoglio Visone. «Ho avuto l’onore di esserne il presidente fin dall’inizio e continuo a ricoprire questo incarico. Ad ottobre ci saranno le nuove elezioni e speriamo che tutto vada per il meglio.» La nascita del Club coincide con uno dei momenti più emozionanti della storia nerazzurra: l’arrivo di Ronaldo all’Inter. «Siamo nati formalmente il 24 giugno 1998 e siamo stati riconosciuti ufficialmente il 12 settembre dello stesso anno. Erano i giorni dell’entusiasmo per l’acquisto di Ronaldo, il Fenomeno. Ma il nostro Club è stato dedicato a Massimo Moratti, un presidente che ancora oggi rappresenta i veri valori dell’interismo: equilibrio, rispetto delle regole, rispetto delle persone e grande attenzione alla solidarietà.» Ed è proprio la solidarietà il filo conduttore che accompagna il Club fin dalla sua fondazione. «L’Inter e la famiglia Moratti hanno sempre dimostrato una forte sensibilità verso il sociale e noi abbiamo deciso di seguire quella strada. Per noi è stato naturale.»
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L’impegno nel sociale
Oggi il Club Inter Ottaviano conta circa 109 iscritti, di cui 44 junior , mentre gli altri soci hanno un’età compresa dai 14 anni in su. «La nostra è una realtà molto variegata. Riuniamo persone di età diverse, provenienti da ambienti, professioni e persino idee politiche differenti. Ciò che ci unisce è una sola cosa: l’amore per l’Inter.» Ma parlare del Club Inter Ottaviano significa soprattutto parlare di impegno civile. «Se un’idea non ha un valore sociale, noi non ci lavoriamo nemmeno», afferma senza esitazione. Una filosofia che negli anni si è tradotta in decine di iniziative concrete. «Abbiamo collaborato con Amnesty International, con Emergency e per oltre undici anni siamo stati partner dell’AISM Campania, raccogliendo circa 4 mila euro a sostegno della ricerca. Abbiamo promosso il progetto “Il tuo sangue fa bene a te, fa bene a tutti”, superando il traguardo delle mille donazioni di sangue. Inoltre abbiamo sostenuto campagne di prevenzione oncologica dedicate soprattutto ai giovani».