Napoli, centrodestra accusa Pd di legami tra politica e criminalità
POLITICA
17 luglio 2026
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Napoli, centrodestra accusa Pd di legami tra politica e criminalità

Da Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega accuse al Pd sulla gestione delle candidature e delle liste civiche dopo i recenti casi che hanno coinvolto alcuni Comuni dell’area vesuviana.
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«Non siamo più di fronte a un caso estemporaneo, ma a un fenomeno di dimensioni macroscopiche». Con queste parole Gennaro Sangiuliano, consigliere regionale di Fratelli d’Italia e capo dell’opposizione di centrodestra in Consiglio regionale della Campania, ha aperto la conferenza stampa convocata questa mattina nella Sala Nassiriya della sede del Consiglio regionale.

L’iniziativa è stata dedicata alle vicende politiche che hanno coinvolto alcuni Comuni dell’area vesuviana, tra amministrazioni sciolte per infiltrazioni camorristiche e casi mediatici legati a presunte frequentazioni opache di esponenti locali del Partito democratico.

Secondo Sangiuliano, esisterebbe «un sistema di commistione tra pezzi della politica e portatori di poteri criminali» che riguarderebbe diverse città amministrate dal centrosinistra e dal Pd. Il consigliere di FdI ha quindi chiamato in causa il segretario nazionale del Partito democratico, chiedendo una risposta «soprattutto ai cittadini» di Portici, Castellammare di Stabia, Ercolano e Torre Annunziata, comunità che, a suo avviso, «meriterebbero ben altra qualità di amministrazione».

Le critiche di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega

Anche il coordinatore regionale di Forza Italia, Fulvio Martusciello, ha parlato di un «problema» nel Pd dell’area vesuviana. L’europarlamentare ha sostenuto che, nella cosiddetta zona del Miglio d’Oro, il centrosinistra abbia ottenuto risultati elettorali anomali, attribuendoli anche a un clima che avrebbe reso difficile la costruzione di un’alternativa politica da parte del centrodestra.

Martusciello ha affermato che, durante la formazione delle liste elettorali, diversi potenziali candidati sarebbero stati avvicinati o dissuasi dal presentarsi. Per questo motivo ha annunciato che il centrodestra manterrà «la massima attenzione» su questi territori, rilanciando inoltre la proposta di un patto tra le forze politiche per innalzare il livello della selezione della classe dirigente ed evitare forme di raccolta del consenso al di fuori dei confini della legalità.

Il senatore di Fratelli d’Italia Sergio Rastrelli ha invece criticato la gestione interna del Pd davanti alle vicende che hanno coinvolto alcuni amministratori locali. Secondo il parlamentare, il partito si limiterebbe ad adottare misure prudenziali, come autosospensioni o prese di distanza dai sindaci interessati, senza assumersi la responsabilità politica delle candidature.

Nel mirino del centrodestra anche il ricorso alle liste civiche

Rastrelli le ha definite «un conglomerato di interessi» che rischierebbe di favorire l’ingresso nelle amministrazioni comunali di dinamiche estranee alla buona politica, sostenendo inoltre che il Pd avrebbe sostenuto la nascita di alcune di queste liste.

Sulla stessa linea il senatore della Lega Gianluca Cantalamessa, che ha ricordato come, negli ultimi quattro anni, numerosi Comuni siano stati sciolti per infiltrazioni mafiose e ha osservato che molti di essi erano amministrati da liste civiche. In Campania, ha aggiunto, gran parte degli scioglimenti avrebbe riguardato amministrazioni di centrosinistra.

Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Raffaele Pesacane ha infine rivendicato il metodo di selezione dei candidati adottato dal centrodestra, basato, a suo dire, su coerenza, rettitudine morale e adeguatezza. Pesacane ha sostenuto che i partiti debbano esercitare innanzitutto un ruolo di selezione della classe dirigente e ha collegato gli elevati consensi ottenuti dal centrosinistra in alcuni Comuni della provincia di Napoli all’esistenza di un sistema di potere fondato su consenso, clientela, appalti e affidamenti, invitando a mantenere alta l’attenzione sul territorio.