Castellammare | L’ex segretario del Pd: «Vicinanza si è alleato con i capibastone»
LO SCIOGLIMENTO
18 luglio 2026
LO SCIOGLIMENTO

Castellammare | L’ex segretario del Pd: «Vicinanza si è alleato con i capibastone»

Il suo passo indietro favorì la candidatura di Vicinanza. Peppe Giordano: «Mi sono pentito delle mie dimissioni»
Michele De Feo

Peppe Giordano è stato segretario del Pd sino al 2024. Le sue dimissioni furono fondamentali per favorire la candidatura di Luigi Vicinanza rispetto a quella di Roberto Elefante, poi diventato presidente del consiglio comunale e fedelissimo dell’ex sindaco.

 

Giordano, le sue dimissioni favorirono la candidatura di Vicinanza.

Mi dimisi perché, in quel momento era necessario compiere un atto forte affinché la candidatura di Vicinanza potesse concretizzarsi. Con estrema franchezza devo dire che già nei giorni successivi mi pentii di quella scelta. Fu un sacrificio inutile che servì soltanto a rafforzare le scorribande dei vari rappresentanti del partito degli eletti, che ha danneggiato le coalizioni di centrosinistra. Constatai con amarezza che anche il candidato sindaco non disdegnava le incursioni dei vari portatori di voti, accettando apparentamenti imposti da diversi consiglieri regionali con liste civiche “finte”, funzionali esclusivamente ad alimentare il consenso elettorale in vista delle future elezioni regionali.

 

Segnalaste quei nomi, eppure Ruotolo si è candidato lo stesso

Ruotolo, merita soltanto un ringraziamento. La sua candidatura, la successiva elezione in consiglio comunale e la promozione dell’Osservatorio contro la camorra, hanno contribuito ad accendere i riflettori su vicende che, purtroppo continuano a caratterizzare il modo di operare di alcuni personaggi che ancora oggi esercitano un’influenza sulla vita della città.

 

Il PD è sotto attacco per lo scioglimento, quante responsabilità ha il partito su questa situazione?

Occorre subito fare chiarezza e parlare un linguaggio di verità, perché molti ancora non hanno capito o fanno finta di non capire cosa è realmente accaduto: la consiliatura è stata sciolta su decreto del Consiglio dei Ministri per infiltrazioni camorristiche, di cui leggeremo con estremo rigore le motivazioni. Questo significa che Prefettura, Procura, DDA ed altri pezzi dello Stato hanno accertato elementi tali da giustificare un provvedimento così grave. Di fronte a queste ipotesi la politica non può fare altro che accettare il verdetto, comprenderne le cause e, con un bagno di umiltà, chiedere scusa alla comunità che rappresenta.

 

Tornando al PD dobbiamo prima di tutto chiarire di quale partito stiamo parlando. Se parliamo del partito inteso in quanto tale o, anche in questo caso, del partito degli eletti. Il PD ha espresso in tutte le sedi ed a tutti i livelli forti preoccupazioni rispetto a quanto emergeva dalle indagini della DDA, ed ha chiesto più volte a Vicinanza di aprire una fase di riflessione. Quello degli eletti non mi sembra si sia distinto per posizioni politiche forti nella difficile fase che la città stava e ancor di più oggi sta vivendo.

 

L’ex Sindaco inoltre non ha mai avvertito la necessità di confrontarsi realmente col partito, preferendo un’interlocuzione esclusiva solo con il partito degli eletti. A mio giudizio, questo suo metodo, cioè il mancato ascolto delle parti politiche non solo del PD ma anche delle altre forze della sua coalizione ed il confronto unico con gli eletti in consiglio, ha impedito la costruzione di un percorso realmente trasparente, stabile, comune e condiviso con le forze che lo hanno sostenuto.

 

Le dimissioni di Vicinanza avrebbero evitato lo scioglimento?

Alle prime notizie di consiglieri coinvolti dalle indagini Vicinanza avrebbe dovuto da subito chiedere l’intervento della Prefettura, aprire un serio ed approfondito confronto con le forze di maggioranza e la città, e a quel punto considerare la possibilità di dimettersi. Credo che questo sia ciò che avrebbe dovuto fare un’amministrazione al servizio delle Città. È quello che ti insegnavano le grandi tradizioni politiche: prima di tutto c’è il bene comune, in questo caso la città ed i suoi cittadini, tutto il resto viene dopo. Lo scioglimento sarebbe stato comunque inevitabile? Non sono in grado di dirlo.

 

Eventualmente si sarebbe andato a votare in primavera, in così poco tempo che cosa sarebbe potuto cambiare?

Siamo entrati purtroppo in una brutta spirale dalla quale si può uscire solo prendendo piena consapevolezza di quanto è accaduto negli ultimi anni. il punto non è votare dopo quattro mesi o due anni. Il vero tema è come ci si prepara alle elezioni: come si costruiscono le coalizioni, come si seleziona la classe dirigenti dei partiti, come si selezionano i candidati che dovranno presentarsi alla città, quale rapporto si riesce a costruire con la comunità. Questa roba, per dirla alla Bersani, richiede passione, spirito di servizio, idee, confronto, umiltà e coraggio, soprattutto il coraggio di dire no ai pacchetti di voti ed alle ingerenze dei capibastone.

 

 In ogni caso è il quinto scioglimento di fila, il secondo per camorra. La politica per 18 mesi almeno sarà fuori dai palazzi.

È il quinto scioglimento consecutivo e il secondo per infiltrazioni camorristiche. Una situazione di ingovernabilità che dura ormai da sedici anni e che rischia di far apparire il declino della città come un destino inevitabile. Oggi il quadro è persino più difficile rispetto a quattro anni fa, soprattutto per il centrosinistra e per il PD. Proprio per questo la politica ha il dovere di analizzare con onestà ciò che è accaduto e individuare le responsabilità e gli errori che hanno prodotto quest’ennesima ferita per Castellammare.

Non è una questione di tempo, ma di volontà politica. Servono scelte coerenti con i valori che si dichiarano, la capacità di ricostruire un rapporto di fiducia con i cittadini e di tornare a svolgere il ruolo naturale della politica: guidare i processi, non inseguirli. La politica ha contratto un enorme debito di credibilità nei confronti della città. Per recuperarlo servono serietà, competenza e autonomia. Non c’è più spazio per personaggi improvvisati, collusi o portatori di interessi particolari.