Torre Annunziata: documento contro i vertici del Pd cittadino
Scontro interno
18 luglio 2026
Scontro interno

Torre Annunziata: documento contro i vertici del Pd cittadino

Contestata la gestione del circolo locale. Chiesto ai vertici regionali e nazionali di azzerare il gruppo dirigente e nominare un commissario.
Antonio Di Martino

Un documento riaccende lo scontro interno al Partito democratico di Torre Annunziata. Nel mirino finiscono la gestione del circolo cittadino e i suoi vertici. Nel testo vengono contestati il segretario cittadino Ciro Passeggia, il segretario metropolitano Francesco Dinacci e quelle che vengono definite le vecchie figure del partito. Gli estensori le accusano di continuare a esercitare un’influenza determinante, nonostante i richiami al rinnovamento dopo lo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni criminali.

Le accuse ai vertici del partito

Il documento prende le mosse dalle dichiarazioni con cui Dinacci aveva parlato di «svolta morale» e di «netta discontinuità».

Parole che gli estensori liquidano come «pura demagogia e fumo negli occhi della città». Secondo gli anonimi, non può esserci alcun cambiamento se il vertice metropolitano continua ad affidarsi agli stessi protagonisti della politica locale.

L’accusa è quella di avere legittimato un direttivo ritenuto privo di credibilità. Secondo il documento, l’organismo sarebbe nato attraverso un percorso definito una «farsa».

Nel mirino finisce anche Passeggia. Gli anonimi sostengono che il segretario cittadino abbia iniziato il proprio mandato «con il piede sbagliato». Gli contestano di non avere rotto gli schemi del passato e di essersi seduto allo stesso tavolo con chi rappresenterebbe la vecchia classe dirigente.

Da un nuovo gruppo dirigente, si legge nel documento, ci si sarebbe aspettati il coraggio di rompere gli equilibri consolidati e di ascoltare la base.

Le richieste ai vertici nazionali

Le critiche riguardano anche le modalità con cui sarebbe stato costituito l’attuale direttivo.
Gli estensori parlano di un organismo nato attraverso surroghe e nomine «ad personam». Contestano l’assenza di un confronto aperto con gli iscritti e sostengono che l’obiettivo fosse preservare i tradizionali equilibri interni.

Una parte del documento è dedicata anche all’amministrazione guidata da Corrado Cuccurullo.
Secondo gli anonimi, alcuni degli attuali dirigenti avrebbero tentato più volte di entrare in giunta. Se ciò non è avvenuto, aggiungono, non sarebbe stato per scelta politica ma perché respinti. Da qui l’invito ad assumersi le responsabilità per quanto accaduto negli ultimi anni.

L’affondo più duro è rivolto ai «draghi» della politica locale. Secondo gli estensori, queste figure continuerebbero a guidare il partito da oltre trent’anni. Il documento ricorda anche i tre scioglimenti del Consiglio comunale e accusa questi protagonisti di ripresentarsi come interpreti del cambiamento.

Gli anonimi richiamano inoltre il «continuum» descritto nella relazione della commissione prefettizia. Accusano infine la dirigenza metropolitana di non avere mai interrotto quel sistema.
L’appello conclusivo è rivolto ai vertici regionali e nazionali del Pd. Le richieste sono nette: non riconoscere l’attuale segretario cittadino e il direttivo, azzerare il gruppo dirigente e affidare il circolo a un commissario ad acta.