Rossella Vingiani, la forza di una voce che guarda al futuro
TALENTOPOLIS
20 luglio 2026
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Rossella Vingiani, la forza di una voce che guarda al futuro

La musica dimostra che la lirica continua a raccontare il mondo contemporaneo meglio di quanto si creda
Rita Inflorato

Da Gragnano ai palcoscenici internazionali, Rossella Vingiani è una delle giovani voci della lirica italiana. Sta costruendo il proprio percorso con talento, studio e determinazione. Soprano, reduce dall’importante esperienza al concorso “Voci in Barcaccia – Largo ai Giovani”, promosso da Rai Radio3, porta avanti una visione dell’opera rivolta al futuro. È convinta che la musica classica non appartenga al passato.

Il video dell’intervista

Un percorso fatto di studio e crescita

Salire sul palcoscenico del Teatro dell’Opera di Roma significa confrontarsi con la storia della musica italiana. Per Rossella, questa esperienza ha lasciato un segno profondo nel suo percorso artistico. «È stata un’esperienza davvero molto importante per me, soprattutto molto intensa», racconta. Esibirsi in uno dei teatri simbolo della lirica nazionale è stata una grande emozione.

Accanto ad altri giovani talenti, diretti dal maestro Alessandro Cadario, Rossella ha vissuto giorni di studio e confronto. «Noi giovani partecipanti eravamo lì non solo per confrontarci, ma soprattutto per vivere al meglio questa opportunità», spiega. Esperienze come questa hanno un valore che va oltre il risultato finale.

Dietro ogni successo c’è un lungo percorso di formazione. Rossella ha iniziato a studiare canto a quattordici anni. Guardando indietro, riconosce il ruolo fondamentale dei suoi maestri. «L’insegnante è un po’ come un medico. Se non ti fidi del tuo medico, non gli affidi la tua salute. Lo stesso vale per la voce».

La voce è uno strumento invisibile e delicato. Richiede cura, competenza e fiducia. Nel suo cammino ricorda con gratitudine il maestro Luigi Ferraro. Oggi considera il soprano Donata D’Annunzio Lombardi una guida artistica e umana, oltre che suo maestro. Nella lirica non si smette mai di imparare. «L’insegnante è fondamentale, ma lo è anche l’allievo. Deve avere la capacità e l’umiltà di imparare da ogni esperienza».

La lirica parla ancora al presente

L’intervista si sposta sul rapporto tra il tempo e la società contemporanea. Viviamo nell’epoca della velocità. I contenuti si consumano in pochi secondi. Anche i rapporti umani spesso si riducono alla durata di un messaggio vocale. In questo contesto il teatro assume un valore quasi rivoluzionario.

«Oggi viviamo in un mondo frenetico. Il teatro ci insegna invece a fermarci». Per Rossella è un invito ad ascoltare e a ritrovare il tempo della riflessione. Secondo il soprano, la lirica non è qualcosa di distante o riservato a pochi. «Credo che l’opera sia un linguaggio estremamente moderno. Racconta l’animo umano e le contraddizioni del nostro tempo».

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Le grandi opere parlano di amore, odio, guerre, potere, vendetta e fragilità. Sono temi ancora attuali. Cambiano le epoche, ma non cambiano i sentimenti. Per questo Puccini, Verdi e Mozart continuano a emozionare il pubblico.

Rossella affronta anche il tema dell’accessibilità culturale. I costi possono rappresentare un ostacolo, soprattutto per i giovani. Tuttavia il problema non è solo economico. «Mi sono resa conto che anche assistere a un grande concerto moderno comporta una spesa importante».

Per lei è necessario rafforzare l’educazione alla cultura. «La cultura teatrale, lirica e di prosa, deve essere considerata un patrimonio aperto a tutti». Le esperienze in Cina, Corea e Berlino le hanno mostrato una realtà diversa. In molti Paesi la musica viene insegnata fin dalla scuola dell’infanzia. Fa parte della formazione dei bambini e della loro crescita culturale.

Rossella preferisce non programmare troppo il futuro. Ha però un desiderio preciso. Vuole contribuire ad avvicinare i giovani alla lirica. «La musica classica e l’opera non sono un museo polveroso. Raccontano la nostra quotidianità, le nostre emozioni e le nostre fragilità».

L’opera non appartiene al passato. Continua a parlare al presente. Finché esisteranno amore, odio, speranza e desiderio di riscatto, ci sarà sempre un’opera capace di raccontarli.