Rissa e coltellate a Torre del Greco: arrestati il branco e la vittima dell’aggressione shock
VIOLENZA | LA SVOLTA
21 luglio 2026
VIOLENZA | LA SVOLTA

Rissa e coltellate a Torre del Greco: arrestati il branco e la vittima dell’aggressione shock

Svolta dopo 50 giorni di indagine: i sei aggressori in carcere. L'ordinanza eseguita anche con l'ausilio di un elicottero
Alberto Dortucci

Torre del Greco. La svolta è arrivata all’alba, a 50 giorni dall’aggressione-shock nel cuore del centro cittadino. Dalle 4 del mattino un elicottero dei carabinieri ha sorvolato il cielo di Torre del Greco, mentre i militari della caserma Dante Iovino eseguivano un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Emanuela Cozzitorto del tribunale di Torre Annunziata su richiesta della locale procura nell’ambito dell’inchiesta sulla notte di violenza sfociata in coltellate e sangue tra il 30 e il 31 maggio.

Nel mirino degli investigatori sono finiti i sei componenti del branco accusato di avere partecipato alla spedizione punitiva culminata nel tentato omicidio di un artigiano del corallo di 39 anni, ridotto in fin di vita con 17 coltellate.

Ma tra le persone raggiunte dal provvedimento figura anche la stessa vittima dell’agguato: per il commerciante sono stati disposti gli arresti domiciliari con l’accusa di avere preso parte alla rissa che avrebbe preceduto l’assalto armato.

I dettagli dell’operazione saranno illustrati nelle prossime ore dalla procura di Torre Annunziata.

Secondo le prime indiscrezioni, i carabinieri avrebbero raccolto elementi ritenuti decisivi attraverso l’analisi delle immagini di videosorveglianza, dei filmati registrati dai presenti e delle testimonianze acquisite in queste settimane, riuscendo a ricostruire con maggiore precisione le diverse fasi della notte di follia nel cuore della movida torrese.

La vicenda aveva scosso profondamente la città. Il 39enne – noto artigiano del corallo –  era stato colpito con una violenza inaudita nei pressi dell’ufficio postale di via Vittorio Veneto dopo essere stato inseguito da un gruppo di giovani.

Ricoverato prima all’ospedale Maresca e poi trasferito d’urgenza all’ospedale del Mare di Napoli, era sopravvissuto nonostante una perforazione al polmone, ferite alla gola, al torace, alla schiena e a una mano, proprio quella con cui lavora il corallo.

Nel suo racconto agli investigatori e a Metropolis Quotidiano aveva parlato di una serata iniziata come un momento di svago e degenerata improvvisamente.

Secondo la versione resa dalla vittima, tutto sarebbe nato da un richiamo rivolto ad alcuni ragazzi che stavano lanciando bottiglie di vetro tra la folla davanti a un locale del centro storico.

Dopo gli insulti, lui e un amico si sarebbero allontanati verso il parcheggio, ma sarebbero stati seguiti e circondati da un gruppo di giovani che lo avrebbe colpito con pugni, calci e infine con numerosi fendenti, continuando ad accanirsi anche quando era ormai a terra.

Nei giorni successivi all’aggressione i carabinieri avevano identificato e denunciato sei giovani, tra cui alcuni già noti alle forze dell’ordine, contestando i reati di rissa e concorso in tentato omicidio. Gli investigatori avevano sempre sostenuto la tesi dell’azione collettiva, parlando di una vera e propria spedizione punitiva scatenata per un banale richiamo.

L’ordinanza eseguita stanotte rappresenta, dunque, il primo approdo cautelare dell’inchiesta e, allo stesso tempo, introduce un elemento nuovo: la posizione della vittima in relazione alla rissa iniziale. Sarà ora l’interrogatorio di garanzia, insieme agli ulteriori accertamenti della Procura, a chiarire il ruolo dei singoli partecipanti e a definire con esattezza la sequenza degli eventi che trasformò una notte di movida in un tentato omicidio.

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