Giffoni accoglie “Il coach dei due mondi” dedicato ad Antonio Petillo
Un racconto di sport, vita e educazione che attraversa i confini geografici e sociali è questo il cuore de Il coach dei due mondi. Il documentario diretto da Adriano Pantaleo ha conquistato il pubblico del Giffoni Film Festival.
L’anteprima mondiale è stata accompagnata da una lunga standing ovation e da un appassionato confronto tra i giurati e gli autori.
Dalle periferie napoletane al cuore dell’Africa
Il film ripercorre oltre vent’anni di impegno umano e professionale di Antonio Petillo. Lui, allenatore di basket, che ha scelto di usare la pallacanestro come risorsa contro l’emarginazione. Il documentario intreccia due realtà apparentemente distanti ma unite dalla stessa sete di opportunità.
Da una parte abbiamo le palestre di quartiere nelle periferie di Napoli, dove lo sport diventa alternativa alla strada. Dall’altra parte troviamo i campi di terra del Kenya e Zambia, dove il pallone è un ponte di solidarietà e crescita.
Con uno stile registico asciutto ed essenziale, Pantaleo rinuncia agli artifici narrativi per dare massimo risalto ai volti, ai luoghi e alle testimonianze dirette dei protagonisti.
«Per me è stata un’emozione fortissima. Durante le riprese immaginavamo spesso che Giffoni potesse essere il luogo ideale per la prima del documentario. Vedere questa partecipazione e percepire quanto la storia di Antonio sia arrivata ai giovani è stato il regalo più grande che questo film potesse ricevere.» Dichiara il regista Adriano Pantaleo.
L’ultimo sguardo sulle Vele di Scampia
Giratosi nell’arco di tre anni, il documentario custodisce anche una testimonianza visiva di straordinario valore simbolico e civile. Si tratta infatti dell’ultima opera cinematografica realizzata all’interno delle Vele di Scampia prima della loro demolizione. Si consegnano allo schermo immagini che oggi raccontano la trasformazione identitaria e sociale di una comunità.
Un progetto indipendente e collettivo
Il coach dei due mondi si distingue anche per la sua natura produttiva totalmente indipendente, realizzata senza alcun contributo pubblico.
Alla produzione abbiamo Terranera e Verteego, in associazione con Percettiva e in collaborazione con Giffoni Innovation Hub.
Come produttori invece Andrea Bonelli, Francesco Di Leva e Adriano Pantaleo e Alessia Calvani e Daniele Guarnera, come produttori associati.
A sostenere il progetto troviamo Stichting Astara, Salus, Banca Etica, Codime e IKS – Italian Kit Sport. Inoltre, l’intero documentario gode dei patrocini di Federazione Italiana Pallacanestro (FIP), Comune di Napoli e Fondazione Campania Welfare.
Il grande entusiasmo avutosi al Giffoni è solo la conferma della forza di un’opera capace di superare i canoni del cinema sportivo per trasformarsi in una riflessione universale sul valore dell’impegno civile e della solidarietà.

