Castellammare, fermato in bici con la droga: in casa aveva un chilo di marijuana e hashish
Fermato in sella a una bicicletta con alcune dosi di droga, è stato poi trovato in possesso di quasi un…
Un telefono cellulare sequestrato durante un arresto per droga si è trasformato nella chiave per ricostruire un’intera rete di spaccio. È da quell’analisi che i carabinieri della stazione di Boscoreale, coordinati dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, sono riusciti a risalire a due presunti pusher, arrestati nelle prime ore della mattinata tra Boscoreale e Ottaviano in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip del Tribunale oplontino. I due sono gravemente indiziati, a vario titolo, di detenzione e cessione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Secondo gli investigatori avrebbero gestito un’attività di vendita di droga tra giugno e luglio del 2024, rifornendo clienti non solo nell’area vesuviana ma anche nei territori di Pompei, Massa Lubrense e Sorrento.
Castellammare, fermato in bici con la droga: in casa aveva un chilo di marijuana e hashish
Fermato in sella a una bicicletta con alcune dosi di droga, è stato poi trovato in possesso di quasi un…
Un’attività che, stando agli elementi raccolti nel corso delle indagini, avrebbe interessato diverse piazze della provincia, con un sistema di contatti consolidato e una rete di acquirenti abituali. L’inchiesta rappresenta il naturale sviluppo di un precedente intervento dei militari. Tutto parte infatti dall’agosto del 2024, quando, durante un arresto in flagranza per detenzione di cocaina, viene sequestrato uno smartphone ritenuto di interesse investigativo. Dalla copia forense del dispositivo emergono contatti, conversazioni e fotografie che consentono agli inquirenti di ricostruire la presunta organizzazione dello spaccio e di individuare numerosi acquirenti successivamente ascoltati dagli investigatori. Determinanti si sono rivelati i messaggi scambiati con gli acquirenti.
Ercolano, scoperto un market della droga a Pugliano: 4 arresti | I NOMI
Ercolano. Un viavai continuo, porte che si aprivano e si chiudevano a ritmo serrato, diversi «clienti» che entravano per pochi…
Gli investigatori hanno analizzato il linguaggio criptico utilizzato per concordare gli appuntamenti, la rapidità con cui venivano organizzati gli incontri e le immagini conservate nella memoria del telefono, che ritraevano sostanze stupefacenti già suddivise in buste e dosi pronte per la vendita.L’attività investigativa è stata poi rafforzata dalle dichiarazioni rese dagli stessi acquirenti, che avrebbero confermato il ruolo dei due indagati nella gestione della piazza di spaccio. A consolidare il quadro indiziario, secondo quanto riferito dalla Procura, sono stati anche i riconoscimenti fotografici effettuati dai clienti, che hanno consentito di attribuire con elevata probabilità la paternità delle cessioni contestate.
San Giuseppe Vesuviano, bloccato il pusher che vendeva droga dalla tettoia della Circum
Aveva trasformato la tettoia d'ingresso della stazione della Circumvesuviana in un nascondiglio per la droga, utilizzandola come deposito dal quale…
Un quadro investigativo ritenuto sufficientemente solido da portare il giudice per le indagini preliminari a disporre la misura cautelare in carcere.Al termine delle formalità di rito, entrambi gli arrestati sono stati trasferiti nel carcere di Napoli Poggioreale, dove resteranno a disposizione dell’autorità giudiziaria. Come previsto dalla legge, il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari. L’ordinanza cautelare potrà essere impugnata davanti al Tribunale del Riesame e gli indagati, fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna, devono considerarsi presunti innocenti.