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Arrestato lo scorso maggio nel Milanese, Artem Tkachuk è stato condannato a un anno di reclusione per danneggiamento aggravato di quattro auto.
L’attore italo-ucraino, noto per aver interpretato di “Pino o’ pazzo” nella serie “Mare Fuori” era stato arrestato dalla Polizia a Rho (Milano), nella zona di via Molino Propositurale, nella notte tra il 20 e il 21 maggio scorso. L’arresto era stato convalidato, ma non gli era stata applicata alcuna misura cautelare. La sentenza è stata emessa, con rito abbreviato, dalla giudice del direttissimo Amelia Managò, che ha anche condannato alla stessa pena altri tre giovani di 18, 22 e 24 anni che erano con l’attore quella notte. A tutti gli imputati, compreso l’attore, la giudice ha concesso la sospensione condizionale della pena e la non menzione della condanna nel casellario giudiziale, ma solo se “ripareranno le conseguenze” del reato entro sei mesi, ossia risarciranno i danni.
Secondo le accuse, le auto in sosta sarebbero state prese a calci dai quattro. Dopo l’arresto era emerso che all’arrivo della Polizia, Tkachuk aveva anche insultato e minacciato gli agenti tanto che, oltre all’accusa di danneggiamento nel processo a porte chiuse, è stato anche denunciato in un fascicolo separato per minacce a pubblico ufficiale per frasi che avrebbe pronunciato come “adesso vi sfondo” e “io vi compro tutti“. Per quei comportamenti nell’udienza di convalida dell’arresto l’attore si era scusato. Oggi le difese, con l’avvocata Maria Grazia Padula che assiste l’attore e un altro imputato e la legale Alessia Pontenani che difende gli altri due, avevano chiesto le assoluzioni, mentre la Procura aveva chiesto quattro condanne a 8 mesi.
In particolare, la difesa di due imputati, con la legale Pontenani, ha fatto presente che loro avevano incontrato l’attore solo quella notte, tanto che ci sarebbe un selfie con lui, richiesto e scattato, a dimostrarlo. Da qui l’ipotesi, secondo cui, non sarebbero stati i quattro a spaccare specchietti e paraurti delle macchine, tanto che erano stati arrestati in un’altra strada.
L’attore della celebre serie, che racconta le vicende di un carcere minorile a Napoli, già in passato era rimasto coinvolto in vicende giudiziarie. Il 17 settembre dello scorso anno era stato denunciato per resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento e interruzione di pubblico servizio. Quando, all’ospedale Vecchio Pellegrini a Napoli, aveva dato in escandescenza mentre era in forte stato di agitazione. Tuttavia la giudice, con la sentenza, ha escluso per lui la recidiva.
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