Castellammare | Pizzo a San Valentino, scommesse illegali e festa dello Stabia: presi gli amici del boss
IL BLITZ DELL'ANTIMAFIA
24 luglio 2026
IL BLITZ DELL'ANTIMAFIA

Castellammare | Pizzo a San Valentino, scommesse illegali e festa dello Stabia: presi gli amici del boss

Smantellata la rete illecita di Maurizio Lopez e Antonio De Simone: sigilli a 4 società, 5 arresti, 11 indagati. Le mani dei D’Alessandro sulla festa promozione della Juve Stabia: il clan imponeva una ditta che ha lavorato per anni con il Comune.
Michele De Feo

Le mani del clan D’Alessandro sull’affare della vendita di scatole per San Valentino, sugli addobbi a ristoranti e bar per la festa della promozione in Serie B della Juve Stabia e un giro di scommesse illegali che si estendeva da Castellammare di Stabia all’area dei Monti Lattari e alla Penisola Sorrentina. Sono le accuse contenute nell’ultima inchiesta dell’Antimafia che ieri mattina, all’alba, ha portato all’arresto di Francesco di Paola Avallone, Maurizio Lopez, Antonio De Simone, Simona Coppola e del boss Paolo Carolei, già in cella dal maggio 2024 e attualmente detenuto al regime del carcere duro perché considerato uno dei capi indiscussi della cosca di Scanzano, egemone da mezzo secolo nell’area stabiese.

Castellammare | Scommesse illecite ed estorsione: arresti e sequestri al clan D’Alessandro

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I finanzieri del Comando provinciale di Napoli hanno eseguito un'ordinanza cautelare emessa dal gip del Tribunale di Napoli, su richiesta…

Ieri mattina la Guardia di Finanza di Napoli ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare a carico degli indagati, undici in tutto, firmata dal gip del Tribunale di Napoli, Giovanni De Angelis. Le accuse sono, a vario titolo, di associazione per delinquere, trasferimento fraudolento di valori, esercizio abusivo di attività di gioco e scommesse, autoriciclaggio, violazione degli obblighi inerenti alla sorveglianza speciale ed estorsione aggravata dal metodo mafioso. Il provvedimento è stato notificato anche agli amministratori delle società di scommesse «Lode Bet», «Tip Game Srl», «Algigame Sas» e «Costagame Srls», finite sotto sequestro preventivo.

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L’ipotesi dell’Antimafia – sostituto procuratore Giuseppe Cimmarotta, oggi procuratore aggiunto a Nola, aggiunto Sergio Ferrigno e procuratore Nicola Gratteri – è che tutte siano riconducibili al sistema illecito messo in piedi da Lopez e De Simone, già coinvolti in passato nella maxi inchiesta «Golden Gol», che fece luce sugli interessi della cosca di Scanzano e del clan Di Martino di Gragnano nel settore delle scommesse illegali. Ed è proprio sulla scia dei precedenti filoni investigativi che è partita l’inchiesta della Guardia di Finanza, relativa al periodo compreso tra il 2023 e il 2024.

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I due provvedimenti firmato dal ministro Nordio si fondano su una corposa relazione firmata dal pm della Dda Giuseppe Cimmarotta.…

I fari degli investigatori si sono infatti subito concentrati sugli affari del boss Paolo Carolei, recentemente condannato all’ergastolo e considerato il garante dell’alleanza tra i D’Alessandro e i Di Martino. Gli investigatori sono riusciti a ricostruire un summit tenutosi nell’abitazione di Avallone, ritenuto il braccio destro di Carolei, durante il quale Lopez e De Simone avrebbero chiesto al boss un appoggio per risolvere un contenzioso economico con un competitor. I riflettori si sono così accesi sugli affari dei due imprenditori che, nel frattempo, avevano aperto una società, la «Lode Bet», intestandola, per evitare provvedimenti interdittivi, ai figli Alfonso De Simone e Giulio Lopez.

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Da quanto ricostruito dai finanzieri, i due imprenditori avrebbero poi costituito una serie di centri scommesse satelliti intestati a prestanome tra Sorrento, Castellammare di Stabia e Gragnano, dove venivano effettuate giocate di importo rilevante, anche tramite dipendenti, ma frazionate per eludere la normativa antiriciclaggio. Per gli inquirenti avrebbe avuto un ruolo nell’associazione per delinquere anche il commercialista Giovanni Cascone, che avrebbe aiutato Lopez e De Simone a portare avanti i loro affari, consigliando strategie per aggirare la legge. Sull’affare, secondo gli investigatori, c’era il controllo indiretto di Paolo Carolei attraverso Avallone, anche se ai Lopez, ai De Simone e a Cascone non è contestato il metodo mafioso.

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Il boss, invece, in quegli anni avrebbe messo le mani sull’imposizione dell’acquisto di scatole per San Valentino a bar e hotel situati tra i Comuni dei Monti Lattari e Castellammare di Stabia. Gadget che venivano prodotti, secondo l’accusa, da Simona Coppola e imposti ai locali da Avallone. Sempre ad Avallone è contestata un’ulteriore accusa di estorsione aggravata dal metodo mafioso: avrebbe imposto a un ristorante, in occasione della promozione in Serie B della Juve Stabia, l’acquisto di striscioni e addobbi con i colori della squadra, obbligando il gestore a rifornirsi presso una ditta che per anni ha ottenuto decine di appalti dal Comune di Castellammare di Stabia.

 

I nomi degli indagati

Albino Amato, 22 anni

Francesco di Paola Avallone, 55 anni (carcere)

Paolo Carolei, 55 anni  (carcere, boss del clan D’Alessandro già detenuto al 41 bis)

Simona Coppola, 55 anni (domiciliari)

Alfonso De Simone, 26 anni

Antonio De Simone, 57 anni (domiciliari)

Alberto Flanulli, 27 anni

Giulio Lopez, 26 anni

Maurizio Lopez, 61 anni (domiciliari)

Raffaella Russo, 53 anni

Giovanni Cascone, 55 anni