Castellammare | Scacco alla camorra: 90 anni di cella al gotha del clan D'Alessandro
Mani sugli appalti, infiltrazioni della camorra nel Comune di Castellammare e nell’Asl Napoli 3 Sud, pizzo a «tappeto» ai commercianti…
I finanzieri del Comando provinciale di Napoli hanno eseguito un’ordinanza cautelare emessa dal gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della Dda partenopea, nei confronti di persone gravemente indiziate a vario titolo di associazione per delinquere, trasferimento fraudolento di valori, esercizio abusivo di attività di gioco e scommesse, autoriciclaggio, violazione degli obblighi inerenti alla sorveglianza speciale nonché estorsione aggravata dal metodo mafioso e dalla finalità di agevolare il clan camorristico D’Alessandro, attivo sul territorio di Castellammare di Stabia.
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Dalle indagini sarebbe emersa l’operatività di una struttura organizzata dedita alla raccolta illecita di scommesse su piattaforme telematiche, anche utilizzando schermi societari intestati a terzi. I proventi illeciti sarebbero poi stati successivamente reinvestiti. Inoltre è stato anche disposto il sequestro preventivo di quote societarie, complessi aziendali ed esercizi commerciali, situati tra Sorrento, Gragnano e Castellammare di Stabia.
I nomi degli indagati
Albino Amato, 22 anni
Francesco di Paola Avallone, 55 anni (carcere)
Paolo Carolei, 55 anni (carcere, boss del clan D’Alessandro già detenuto al 41 bis)
Simona Coppola, 55 anni (domiciliari)
Alfonso De Simone, 26 anni
Antonio De Simone, 57 anni (domiciliari)
Alberto Flanulli, 27 anni
Giulio Lopez, 26 anni
Maurizio Lopez, 61 anni (domiciliari)
Raffaella Russo, 53 anni
Giovanni Cascone, 55 anni
Ha imposto a un ristorante di Castellammare di Stabia, in provincia di NAPOLI, striscioni e addobbi con i colori della Juve Stabia, il clan D’Alessandro, che così, nel 2024, ha tratto profitto dalla promozione alla serie B della locale squadra di calcio obbligando il gestore a rifornirsi da una specifica ditta: emerge dall’inchiesta della Guardia di Finanza, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia partenopea, ha portato alla notifica di cinque arresti (due in carcere e tre ai domiciliari). L’indagine ha consentito anche di documentare gli svariati episodi durante i quali Paolo Carolei, reggente del clan, ha violato la sorveglianza speciale.
I due provvedimenti firmato dal ministro Nordio si fondano su una corposa relazione firmata dal pm della Dda Giuseppe Cimmarotta.…
Oltre a Carolei, l’arresto in carcere riguarda anche il pluripregiudicato Francesco Di Paola Avallone. Domiciliari invece per Simona Coppola, Antonio De Simone e Maurizio Lopez. Complessivamente gli indagati sono undici. Mentre era sottoposto alla sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno a Castellammare, Carolei, è stato ripreso in video mentre, a bordo di un veicolo condotto da un suo factotum, si è incontrato più volte con diversi pluripregiudicati, tra cui Francesco Di Paolo Avallone (con lui arrestato in questa inchiesta) tra il 27 settembre 2023 e il 3 aprile 2024.
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A costituire la “società madre” per l’attività di scommesse, la “Lode Bet srls”, e a intestarla ai loro figli, sono stati Antonio De Simone e Maurizio Lopez che, poi hanno anche costituito una serie di centri scommesse satelliti intestati a prestanome tra Sorrento, Castellammare e Gragnano, dove, peraltro, venivano effettuate giocate imponenti (anche incaricando dei dipendenti) però frazionate per evitare le norme antiriciclaggio. Tra gli episodi contestati dagli investigatori anche l’imposizione (a bar e ristoranti di Castellammare e anche ad altri locali di Sant’ Antonio Abate) dell’acquisto di scatole per la festa di San Valentino prodotte dall’indagata Simona Coppola (messa ai domiciliari).